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Totò Di Natale, Il re del gol e della provincia

La storia di Totò Di Natale, attaccante diventato leggenda nella Provincia di Udine che ha detto no a grandi squadre come Napoli e Juventus e ha giocato l’Europeo 2012 con la maglia della Nazionale Italiana.
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Totò Di Natale - Illustrazione Tacchetti di Provincia

C’era una volta Totò Di Natale

Il Re della Provincia. Famelico, vorace, insaziabile. Di gol. Leggenda narra segnasse in ogni modo, da qualsiasi lato e con qualunque parte del corpo: destro, rigore, sinistro, testa, acrobazia. Da fuori, dalla distanza, su punizione e persino da calcio d’angolo, com’è successo nel novembre 2010 contro il Napoli, contro il suo Napoli. Nato a Pomigliano d’Arco da papà Salvatore e mamma Giovanna, ha quattro fratelli, una sorella e un idolo: Diego Armando Maradona.

Giocava in strada, allenava la tecnica di base in mezzo alla polvere, dribblando sassi e scartoffie. A 13 anni se n’è andato e non è mai più tornato anche se ne avrebbe avuto la possibilità. Ma no è no. E quando è così non c’è proprio niente da fare. Totò Di Natale è un po’ il simbolo di questa filosofia perché lungo la sua carriera ha dispensato tanti rifiuti quanti assist. Il più scioccante, emotivamente, è sicuramente quello al «suo» Napoli, squadra per cui ha sempre fatto il tifo e che ha cercato di prenderlo in più occasioni. «Quella maglietta per me sarebbe stata troppo pesante. Nel 2004, ai tempi dell’Empoli, Totò dice no anche alla Fiorentina, ma le motivazioni sono totalmente diverse. «Non mi hanno fatto più sapere niente, sono scomparsi e allora ho scelto Udine.»

Tutti i gol di Totò Di Natale in Serie A

Di Natale e il no alla Juventus

A Udine Di Natale scriverà pagine indelebili per il Friuli, innamorato del suo piccolo grande funambolo. Sul campo a suon di gol e fuori per un altro incredibile diniego, alla Juventus! Siamo nell’agosto 2010, i bianconeri vendono il brasiliano Diego al Wolfsburg e cercano un giocatore con quelle caratteristiche. Di Natale, capitano e bandiera dell’Udinese, è l’obiettivo numero uno. Le due società raggiungono, in gran segreto, un’intesa di massima. Tutti sanno tutto, tranne il protagonista della vicenda che, nel frattempo, si sta allenando in campo. Quando torna in spogliatoio, intorno alle 5 e mezza del pomeriggio, nota qualcosa di strano sul suo telefonino: lampeggia come un semaforo. Cento chiamate, moltissime delle quali proprio del suo agente, che pochi istanti dopo gli comunica la possibile svolta di mercato.

"C’è la Juventus che ti vuole, ti hanno convocato in sede per firmare perché l’accordo con Pozzo ce l’hanno già… però devi decidere tu!".

Alla faccia della svolta, totalmente inaspettata, che turba molto il silenzioso e introverso Di Natale. Il suo primo pensiero va alla presentazione della squadra in programma per la serata in piazza. "Ci saranno un sacco di tifosi! Come faccio?" La situazione si fa contorta ma il giocatore, su quel palco, ci va ugualmente. Senza timore. E dopo tantissimi cori in suo favore, all’ennesimo "c’è solo un capitano" crolla quasi commosso. "Per quanto mi riguarda resto qui!" Un’ovazione. E così sarà. Con la famiglia Pozzo che gli adeguerà il contratto.

Totò è leggenda

Dal 2009 al 2011 solo Messi e Ronaldo hanno segnato più di lui. Solo Piola, Totti, Nordahl, Meazza e Altafini hanno segnato più di lui nella storia di tutta la Serie A. La particolarità è che Di Natale ha realizzato 162 dei suoi 209 gol dopo aver soffiato le 30 candeline. Come il vino, più invecchia e più è saporito. Ma il motivo sta nella posizione in campo, perché da ala si è trasformato in punta centrale grazie a Pasquale Marino. Corre meno, segna di più.

Ha raggiunto il massimo livello del nostro calcio tardi, a 26/27 anni, ma ne ha riscritto la storia molto velocemente grazie alle sue doti con la palla tra i piedi ma anche morali, da uomo vero. Tutto d’un pezzo, umile e schietto. Re di Udine, re della provincia.

L’intervista a Di Natale al termine della sua ultima partita in carriera
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