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David Di Michele, irrequieto di razza

Di Michele, attaccante di spessore, nomade convinto dal carattere irrequieto che non gli ha mai permesso di trovare il suo "posto fisso". Con quel 17 sulle spalle, si è fatto amare da tutte le tifoserie delle squadre dove ha giocato. Poche le piazze che sono riuscite a godersi Re David per più una stagione. Il tridente europeo all’Udinese e… Lecce, una piazza bollente e passionale, come lui.
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David Di Michele - Tacchetti di Provincia

Quando ti troverai un posto fisso?

L’estremizzazione di Checco Zalone si avvicina molto spesso alla realtà, nella ricerca spasmodica di stabilità e sicurezza, tra i lavoratori del Bel paese.

Un lavoro sicuro, con lo stipendio regolare alla fine del mese, senza doversi mettere continuamente in gioco, conoscendo alla perfezione i vantaggi e gli svantaggi di questo o quel posto.

Ma non è così per tutti. C’è infatti chi, per indole e carattere, sente la necessità di cambiare aria a intervalli più o meno regolari. 

Per avere nuovi stimoli e per ritrovare le proprie ambizioni, dovendo dimostrare sul campo (di calcio, in questo caso) il proprio valore in ambienti sempre diversi.

Questa è la storia di David Di Michele. Giramondo, nomade, irrequieto. 

Re David

Lodigiani, Foggia, Salernitana, Udinese, Reggina, Udinese, Palermo, Torino, West Ham, Torino, Lecce, Chievo, Reggina, Lupa Roma. 

23 anni di professionismo, 190 gol.

Decine di maglie diverse, con qualche sporadico ritorno. 

Ma, a differenza di altri colleghi con la stessa indole, David riesce nell’impresa di lasciare quasi sempre un grande ricordo nelle società dove transita. 

Diventando spesso capitano, simbolo e trascinatore. Ed è qui la vera forza di Re David, che suscita ammirazione anche in chi rivendica un credo personale che abbraccia le bandiere, più che i giramondo. 

Cosa manca nel suo elenco? Una grande squadra. E scopriremo subito il perché. 

Ma andiamo con ordine. 

Dopo l’inizio e il debutto in serie C al Lodigiani, Di Michele viene acquistato dal Foggia in serie B dove lascia intravedere il suo potenziale. 

Approda così a Salerno con i tifosi, che riusciranno a vederlo vestire granata addirittura per tre stagioni, che lo incoronano Re David. Capocannoniere in Coppa Italia, bomber affermato nella serie cadetta, e a gennaio 2001 sembra arrivare la sua vera occasione: l’Inter. 

David saluta quindi i suoi tifosi con il gol vittoria contro il Ravenna, e sembra pronto a vestire nerazzurro. Quando mancava solo la firma, ecco che però arriva un inspiegabile ripensamento, con la Salernitana che decide di non venderlo. E la prima grande squadra è sfumata. 

La cessione sarà comunque questione di tempo, con la famiglia Pozzo che lo porta a Udine pochi mesi più tardi per la bellezza di 24 miliardi di lire. 

In Friuli, nella massima serie italiana, non riesce però a incidere e viene girato subito in prestito alla Reggina.

In Calabria trova grande intesa con Nakamura, Paredes e…. Ciccio Cozza. Due ottime stagioni, culminate con altrettante salvezze meritate, in cui dimostra di essere pronto per la Serie A. 

Trascorsi due anni arriva il momento di tornare a Udine, per scrivere una delle pagine più importanti della storia del club.

Di Michele e la Champions friulana

È la stagione 2004/05. In panchina, Luciano Spalletti. In attacco viene acquistato da Empoli il futuro capitano, idolo, bandiera, fenomeno… proprio lui:  Totó Di Natale

Con il celeberrimo nasone e velocissimo Vincenzo Iaquinta, il tridente è completo. Risultato ? L’Udinese vola mettendo in mostra spettacolo e concretezza e raggiunge incredibilmente un quarto posto che significa Champions, scavalcando la Sampdoria di un solo punto. Di Michele, che si laurea capocannoniere della squadra con 15 centri in campionato,  è pronto a coronare il suo sogno e tornare nella città in cui è nato : Roma. 

E invece ... ecco che la seconda grande occasione non si concretizza, stavolta per colpa del litigio di Luciano Spalletti, approdato nel frattempo nella capitale, con la famiglia Pozzo.

" Per firmare con la Roma sarei andato anche a piedi, purtroppo però un litigio del mister con i Pozzo fece saltare tutto. Giurarono che non gli avrebbero venduto nessun giocatore e così è stato. "

David resiste quindi per un altro anno all’Udinese, passata nel frattempo nelle mani di Serse Cosmi, ma la stagione non sarà da ricordare con un undicesimo posto finale e l’uscita di scena ai gironi di Champions. 

E così il giramondo si trasferisce a Palermo dove esordisce in Coppa Uefa, prima di passare al Torino. Ed è proprio durante la sua prima stagione in maglia granata, che la sua squadra del cuore bussa nuovamente alla sua porta.

“Quando ne parlai con Cairo, mi disse  che non voleva rinforzare una diretta concorrente. La Roma faceva la Champions League, noi ci eravamo salvati all’ultima giornata…concorrente??” 

E dopo l’ennesimo sogno infranto, Re David si trasferisce al West Ham. 

In Premier si presenta alla grande, con una doppietta centrata nel giorno dell’esordio di Gianfranco Zola sulla panchina Hammers, ma nonostante l’inizio scoppiettante non troverà mai continuità, tornando così nel capoluogo piemontese. 

È il 2009, e appianate le divergenze con il presidente, diventa addirittura capitano del Toro. 

Ha trovato il suo posto fisso? Resterà qui?

Benvenuto in Salento

Macché. Valigie pronte, si torna al sud, questa volta nel tacco dello stivale. 

Arriva infatti la chiamata di un Lecce ambizioso e pronto alla massima serie, dove il numero 17 resterà per ben tre anni. 

Nella prima stagione, arrivato a gennaio per completare il tandem con bomber Corvia, contribuisce alla promozione della squadra di De Canio vincendo il campionato cadetto. 

Nella stagione successiva centra la salvezza trovando 8 reti fondamentali, prima del cambio di presidenza. 

Nell’estate 2011 infatti, al “via del mare” cambia tutto, con la famiglia Semeraro ad abbandonare la squadra, con la panchina affidata a Eusebio di Francesco. L’inizio è devastante, con appena 8 punti conquistati in tre mesi, ma l’arrivo di Serse Cosmi alla guida regala una speranza. Di Michele trova 11 centri, Cuadrado fa esplodere  tutto il suo talento e  la squadra risale la classifica arrendendosi solo all’ultima giornata contro il Chievo Verona. Il Lecce retrocede, chiudendo al terzultimo posto per colpa del fatal inizio. 

Nonostante l’amore della tifoseria, per David è tempo di cambiare, e approda proprio in quel Chievo incubo giallorosso. 

La parentesi veronese durerà però davvero poco, anche per i suoi standard,  perché la chiamata della Reggina lo riporta in Calabria.

E, nonostante la retrocessione in Lega Pro, decide di rimanere per provare a riportare la sua squadra dove merita di stare.

Sembra poter concludere finalmente la sua carriera in pace, ma ecco che arriva puntuale la crisi societaria a portarlo alla rescissione del suo contratto. 

Si trasferisce quindi alla Lupa Roma, per un ritorno alle origini, lasciando poi in breve tempo il calcio giocato. 

E la sua carriera da allenatore inizierà proprio da qui, per poi passare alle giovanili del Frosinone dove oggi allena l’Under 17. 

Chissà se riuscirà ad affermarsi come mister..forse, se confermerà l’abitudine da calciatore, sarebbe stato l’incubo del compianto presidente Zamparini: capace di cambiare aria ben prima del proverbiale esonero! 

David Di Michele, irrequieto bomber di razza, simbolo della provincia che avrebbe meritato un’occasione ai vertici del calcio italiano.

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