Salta al contenuto principale
TDP Originals

Kalvin Phillips, Roba da matti

Una delle sorprese di Euro 2020 viene da Leeds,dove è nato e cresciuto. Marcelo Bielsa ha creato un giocatore totale, che i tifosi hanno già soprannominato “The Yorkshire Pirlo"
Image
Kalvin Phillips - Illustrazione di Tacchetti di Provincia

Marcelo Bielsa non allena. Insegna.

Marcelo Bielsa non vince. Costruisce.

Marcelo Bielsa non gestisce giocatori. Li crea.

E la sua ultima creazione è uno dei giocatori più chiacchierati di questo europeo. Gioca per l’Inghilterra con la maglia numero 14. Si chiama Kalvin Phillips.

Pochi lo conoscevano prima di questa rassegna continentale. Ora tutti parlano di lui.

Marcelo Bielsa è detto El Loco, il matto. Ma è in grado di creare giocatori così, strappandoli dalle periferie e dalle categorie inferiori e presentandoli al grande calcio, già pronti per tutti gli annessi e connessi.

E allora possiamo tranquillamente dirlo: Kalvin Phillips è ROBA DA MATTI.

Kalvin Phillips, un giamaicano nello Yorkshire

Papà giamaicano, mamma irlandese. Dove nasce? A Leeds, in mezzo al Regno. Mah! Gli strani giri del roller coaster della vita.

Un mix di sangue di tale portata nelle sue vene fa sì che il 2 dicembre 1995 nasca un ragazzo che a breve diventerà estroso, visionario e molto forte fisicamente, come ogni buon giamaicano che il buon Dio manda sulla Terra. Ma anche arcigno, resiliente, passionale e di mentalità operaia, sempre pronto ad imparare e a mettersi alla prova, come ogni buon irlandese che il buon Dio manda sulla Terra.

È nato a Leeds e da Leeds non si è mai mosso. È cresciuto con i vecchi del suo quartiere che, vedendolo giocare per le strade e nei campetti intorno alle fabbriche, gli spiegavano quanto un giocatore come lui avrebbe fatto comodo a Don Revie, l’allenatore che a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 rese grandi gli Whites. E a cui ora è intitolata una tribuna dell’Elland Road.

Solo che il Leeds in cui Kalvin Phillips cresce ed esordisce, nel 2015, è ben altra cosa di quello del mitico Don, che un romanzo prima e un film poi farà passare alla storia come “il Maledetto United”.

Gioca in Championship, la nostra serie B, e ogni anno deve fare i salti mortali per guadagnarsi l’agognata salvezza ed evitare il baratro profondissimo delle divisioni inglesi inferiori.

La proprietà italiana del club, di Cellino prima e di Radrizzani poi, fa alternare allenatori con buone idee (da Uwe Rosler a Garry Monk) ma che faticano a far fare il salto di qualità alla squadra. 

Chi prova a dare un’impronta maggiormente europea, chi prova a mantenere lo stile britannico del football. I risultati scarseggiano.

In tutto questo, Kalvin dimostra di saper essere un giocatore di calcio. Un po’ difensore centrale, un po’ di più centrocampista. A lui si interessa pure la nazionale di suo papà, la Giamaica, che prova a convincerlo a unirsi a loro.

Ma lui rifiuta. Ha già ben in mente il suo destino. Anche perché gli hanno detto che, dal lontano Sud America, sta per arrivare un genio rivoluzionario. E pensa che forse con lui la sua vita potrebbe davvero cambiare.

Kalvin Phillips in azione

L’avvento del Loco

Infatti, nel 2018, ad Elland Road sbarca Marcelo Bielsa, detto El Loco.

L’opinione pubblica si divide: per la maggior parte delle persone è una scelta scriteriata. Bielsa non sfonderà nel calcio inglese, il suo approccio metodico e scientifico al football non può funzionare nella terra in cui il gioco stesso è stato inventato. Oltretutto è reduce dal disastro di Lille, dove non è riuscito in nessun modo a far uscire la squadra dai bassifondi, fino a farsi addirittura cacciare per un viaggio in Cile non autorizzato, in visita a un amico malato (Bielsa è così, prendere o lasciare).

Ma molta gente vuole avere fiducia. Ci sarà un motivo per il quale qualunque persona, che faccia il giocatore o l’allenatore poco importa, abbia avuto a che fare con lui, ne parli come di un “maestro”, “fonte di ispirazione”. Anche Pep Guardiola, che a Manchester sponda City nel frattempo sta cambiando il modo di pensare calcio suo e degli inglesi, lo accoglie nel Regno definendolo “il numero uno”.

Bielsa sia allora. Obiettivo? Creare una squadra in grado di competere per i playoff.

Kalvin Phillips motore di una macchina perfetta

I playoff li raggiunge al primo anno, quando arriva terzo, ma perde in semifinale contro il Derby County (a proposito di riferimenti a Il Maledetto United).

L’anno dopo El Loco costruisce una macchina perfetta che ammazza il campionato, vinto in carrozza dagli Whites, che tornano così in Premier League dopo un lungo purgatorio.

Il segreto del successo? Sicuramente la mentalità dell’allenatore argentino, e i nuovi apostoli del proprio credo che ha portato in Gran Bretagna (e poco importa che siano giovani o abbiano quasi 40 anni come Pablo Hernandez, l’importante è che parlino la sua lingua calcistica).

Ma soprattutto, manco a dirlo: Kalvin Phillips.

Bielsa ha scoperto il talento di questo ragazzo. Ha capito che in difesa ci sa giocare, ma non ci deve giocare. Perché vede cose che compagni e avversari non sanno. Immagina, visualizza e costruisce. Se ha la palla tra i piedi, non gliela porti via. Quando ha la possibilità di guardare il campo, è il motore di ogni azione. Se gli viene lasciato spazio, non disdegna di calciare qualche lavastoviglie verso la porta. I tifosi non hanno più dubbi: “The Yorkshire Pirlo”.

Nel 4-1-4-1 Kalvin è il perno davanti alla difesa. L’uomo incaricato di dare idee ed equilibrio. Gioca con la personalità di un 35enne, roba da far impallidire lo stesso Pablo Hernandez.

È semplicemente il giocatore perfetto nel contesto perfetto. Ma sarà pronto per la Premier League?

In Premier a testa alta

La domanda è persino offensiva. In Premier Phillips fa addirittura meglio.

Non arrossisce se di fronte si trova Pogba piuttosto che De Bruyne. Lavora palloni e macina chilometri.

Il Leeds non può chiaramente competere per la vittoria. Ma conclude una stagione dignitosissima, con salvezza raggiunta con largo anticipo, al nono posto. E fa impazzire i propri tifosi, con partite divertentissime, ricche di azioni ed emozioni.

E come fa la Nazionale dei Tre Leoni a ignorare un giocatore così? Non lo fa, perché Southgate è tutto tranne che uno stupido.

Phillips esordisce l’8 settembre in Nations League contro la Danimarca, prima ancora di esordire in Premier, e non esce più dal campo.

Perché per supportare e innescare il talento dei vari Foden. Sancho, Grealish, Sterling, Rashford, Kane c’è bisogno di un giocatore così.

Anche ad Euro 2020.

Euro 2020. First reaction: shock

Intimorito di giocare in un palcoscenico così prestigioso? Ma allora non avete capito il personaggio!

All’esordio contro la Croazia vice-campione del mondo è di 4 spanne il migliore in campo. L’assist con cui spedisce in porta Sterling per il gol decisivo è da antologia.

Con la Scozia gioca un match più ordinario, ma è una gara difficile. Con la Repubblica Ceca torna a giganteggiare.

Non ha bisogno di un murales, perché in una palazzina della sua città gliel’hanno già fatto.

Non sappiamo dove possa arrivare, né dove andrà a giocare, perché molti top club hanno puntato Kalvin.

Sappiamo solo che di questa creazione del Loco sentiremo un gran parlare.

Ti potrebbero interessare anche ...

Giuseppe Taglialatela, il Batman di Ischia

Cresciuto a parare i tiri di Maradona a fine allenamento, diventato Batman poi sul prato del San Paolo. Giuseppe Taglialatela, il ragazzo di Ischia arrivato a un passo dalla gloria eterna.
6 minuti Leggi subito

Cristian Ledesma, Patagonia Express

Un viaggio difficile, irto di ostacoli. Prima quello della famiglia Ledesma, diretti verso una nuova vita. Poi quello del figlio Cristina, partito con la palla al piede alla conquista di Roma.
6 minuti Leggi subito

Nedo Sonetti, la coscienza di Nedo

Il mago delle salvezze impossibili e delle promozioni dalla B alla A. Nedo Sonetti, da Piombino. Il sergente di ferro più amato della provincia italiana.
4 minuti Leggi subito