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Sheffield, La città del calcio

Lì dove tutto è nato, nel 1860. La prima partita, il primo derby, il primo trasferimento, il primo Boxing Day. Fino ad arrivare a una rivalità che ancora oggi divide Sheffield, città di acciaio e calcio.
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Steel City Derby - Illustrazione Tacchetti di Provincia

Anno Domini 1860.

L’Italia è ancora divisa in tanti piccoli staterelli. L’unità del paese vedrà la luce solo l’anno seguente.

Gli Stati Uniti invece vivono un forte periodo di tensione interna, che culminerà, di lì a poco, nella sanguinosissima guerra di secessione.

Nel Regno Unito invece, sul cui trono siede la gloriosa Regina Vittoria, si gioca a calcio.

Proprio così. A Sheffield per la precisione.

Ed è subito derby, oltretutto. Perché al Sandygate Road si sfidano i padroni di casa dell’Hallam Football Club e i cugini dello Sheffield Football Club.

Sheffield e l’inizio del Calcio

Quella che viene ancora oggi definita come la prima partita di calcio della storia viene vinta dai ragazzi dello Sheffield Fc. 

E ci mancherebbe altro! Quel gioco lo hanno inventato loro, ancora 5 anni prima.

L’idea viene a due ragazzi, stanchi probabilmente di giocare a cricket, che la storia riconosce come William Prest e Nathaniel Creswick. Colpire con i piedi un pallone all’interno di un’area delimitata e cercare di spedirlo dentro una zona circoscritta da due pali e un cordino teso tra essi (la traversa arriverà molto dopo).

Si pongono delle regole elementari (le cosiddette Sheffield Rules), e fondano il primo club calcistico della storia: lo Sheffield Football Club, appunto. Sede della società? Una serra. Terreno di gioco? Lo spazio adiacente alla serra. Anno di fondazione? 1857.

Le prime sfide sono mere partite interne alla società. Il calendario delle partite (che si svolgevano per lo più d’inverno) è qualcosa di simile:

10:30 Scapoli vs Ammogliati

13:00 Professionisti vs Artigiani

17:00 Operai con il cognome dalla A alla M vs Operai con il cognome dalla M alla Z.

Come sarà la nuova casa dello Sheffield F.C. – The Home of Football

Poi qualche anno più tardi a lanciare loro il guanto di sfida sono i cugini dell’Hallam, ennesima squadra di cricket della città, che, affascinati dal progetto, decidono anche loro di associarsi e di cimentarsi su questo nuovo sport, facendo così sorgere l’Hallam Football Club.

Ed è così che si giunge a quello storico 26 dicembre 1860. Subito derby, subito Boxing Day.

Risultato finale? Sheffield 2 Hallam 0.

Gol di Creswick (patron, allenatore e capitano della squadra) e un altro sconosciuto, di cui nessuno si preoccupa di segnare il nome.

Chissà se sanno di aver cambiato per sempre, quel pomeriggio di Santo Stefano, il tempo libero del mondo intero. Creando l’attività sportiva più popolare di sempre.

Il mondo è cambiato

Ora vi starete ponendo una serie di domande:

Che fine hanno fatto Sheffield Fc e Hallam? Esistono ancora. Hanno ricevuto vari riconoscimenti dalla Fifa e tanti eventi sono stati organizzati in città per celebrare la “nascita del Calcio”. Le due squadre, tuttavia, non hanno mai abbandonato la loro tradizione dilettantistica, ma, pensate, l’Hallam gioca tuttora nel glorioso Sandygate Road (una sorta di Betlemme del calcio)

Come si è evoluto il gioco negli anni successivi? Beh si forma la Football Association, che eredita le Sheffield Rules aggiungendo delle altre nozioni, come la delimitazione del tempo di gioco (90 minuti diviso in due tempi da 45), l’introduzione del calcio d’angolo, della rimessa laterale, del fallo con calcio di punizione e addirittura del fuorigioco. Viene pure creata la prima competizione tra squadre, la Youdan Cup, che prende il nome da un mecenate dell’epoca che mette a disposizione il terreno di gioco e provvede a comprare la coppa in palio (vinta stavolta dall’Hallam).

Cosa è successo poi a Sheffield? Beh, è presto detto.

Di lì a poco sono molti i club calcistici a sorgere nella città dell’acciaio. Due su tutti sono quelli che ancora oggi dividono i tifosi: lo Sheffield Wednesday Football Club e lo Sheffield United Football Club.

Sheffield Wednesday: i gufi del mercoledì

Lo Sheffield Wednesday nasce per primo, prendendo i il nome dal giorno della settimana in cui la squadra giocava le proprie partite (il mercoledì, appunto). A dare un indirizzo maggiormente professionistico alla squadra è Charles Clegg, detto il Napoleone del Calcio, che diventa presidente del club e compie il primo acquisto nella storia del football, portando al Wednesday un certo James Lang, scozzese, primo calciatore professionista della storia.

Costruiscono un proprio stadio, l’Olive Grove, abbandonando così il Bramall Lane. Ma a inizio 900 la ferrovia prende il sopravvento, e il club all’Hillsborough Stadium, impianto dove tuttora la squadra gioca le proprie partite e che si consegnerà alla cronaca nera nel 1989, quando durante una semifinale di FA Cup 96 tifosi del Liverpool perderanno la vita, nella strage che paralizerà tutto il panorama calcistico inglese e non solo.

Decidono anche di darsi da soli una mascotte, un simbolo, stanchi di essere soprannominati The Blades, come sono chiamati tutti i giocatori delle varie squadre di Sheffield, con chiaro riferimento alle spade d’acciaio forgiate in città. E scelgono un gufo appollaiato su un ramo. Da lì in poi saranno per sempre I Gufi, The Owls.

Sheffield United: spade e tradizione

Nel 1889 arriva lo Sheffield United Football Club. 

Anche loro arrivano dal cricket, anche loro iniziano con match amichevoli di stampo dilettantistico. Ma non appena si cimentano nel professionismo, godono di un successo immediato, riuscendo subito ad arrivare al secondo turno della FA Cup, battendo una squadra, il Burnley, di categoria superiore e aprendo la strada ai tanti episodi simili che la Coppa D’Inghilterra ci regalerà negli anni.

Club che si ancora alla tradizione del calcio a Sheffield. Soprannome: The Blades. Impianto di gioco: il mitico Bramall Lane. Colori sociali: righe verticali bianche e rosse.

E si capisce subito che, d’ora in avanti, se sei nato a Sheffield, o sei Owls o sei Blades.

The Steel City Derby

La rivalità tra i due club è ancora vivissima tutt’oggi. Per farvi capire quanto questo dualismo sia sentito, vi rimandiamo all’esultanza di Jamie Vardy, nato e cresciuto a Sheffield in una famiglia di fede Wednesday, che con la maglia del Leicester segna a Bramall Lane contro lo United, e corre subito ad irridere i tifosi Blades sotto il loro settore. L’anno successivo segnerà ancora, e, in assenza di tifosi, distruggerà una delle bandierine dello storico impianto.

Non sono sicuramente i due club più titolati del Regno, con appena 5 titoli in due (l’ultimo lo hanno vinto gli Owls nel lontano 1930). Probabilmente non è una rivalità che infiamma i media, come può essere quella tra Liverpool e Manchester United, o quella tra Arsenal e Tottenham.

Ma lo Steel City Derby è un qualcosa che pervade il tessuto sociale della città, che si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione. O sei carne o sei pesce. O sei Owls o sei Blades. Non c’è mediazione. E non potrebbe essere da meno in una Working Class City così.

Alcuni derby sono passati alla storia. Come il “Massacro del Boxing Day” del 26 dicembre 1979, quando quasi 50 mila spettatori si riversano a Hillsborough per assistere a un match, programmato oltretutto alle 11 di mattina, di Third Division, vinto dal Wednesday di Jack Charlton per 4-0. O come la semifinale di FA Cup del 1993, quando  sono in addirittura 75 mila a Wembley (la gara si doveva giocare in un altro stadio, ma viene scelto l’impianto londinese proprio per soddisfare cotanta richiesta di biglietti).

I tempi recenti parlano di uno United tornato per due anni in Premier League, salvo poi retrocedere, da ultimo in  classifica, nella stagione appena conclusasi. 

Retrocede lo United, dunque torna lo Steel City Derby? Assolutamente no, perché in Championship pure il Wednesday è riuscito ad arrivare ultimo. 

Rimandando di un altro anno l’appuntamento con questa sfida storica, in uno scenario come quello di Sheffield.

Dove tutto è nato. La città del calcio.

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