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Il derby delle risaie

Pro Vercelli e Novara danno vita al “derby delle risaie”, una partita sentita non solo a livello di tifo ma anche a livello di storia, in quanto Vercelli e Novara facevano parte del celebre Quadrilatero piemontese del calcio, una grande pagina di calcio tra l’inizio del Novecento ed i suoi anni Venti. Una partita dal valore importante non solo per i tre punti in palio, ma perché vincere un derby non è una cosa da poco non solo a livello di classifica, ma anche a livello di forza nella storia delle due squadre.
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Derby delle Risaie - Illustrazione Tacchetti di Provincia

La Strada Statale 11 Padana Superiore attraversa la parte nord della Pianura padana: parte a Torino e termina nel comune di Venezia, a Ponte delle Libertà , dopo 430 chilometri. Questa strada attraversa tre regioni e dieci province, toccando ben nove capoluoghi di provincia e tre di regione. E’ una strada molto trafficata ed è stata inaugurata nel 1928 per collegare il Nord Italia con le zone più ricche del Paese.

Questa strada al chilometro 60 e al chilometro 85 (in direzione Venezia) tocca due città piemontesi, due capoluoghi di provincia: Vercelli e Novara. Nulla di strano, visto che la SS11 passa anche per Milano, Brescia, Verona, Padova, Vicenza e Venezia ed un’infinità di cittadine. Ma tra quei chilometri c’è altro. C’è molto altro.

C’è di mezzo il calcio e le due squadre in questione sono la Pro Vercelli ed il Novara che danno vita ad un derby chiamato “derby delle risaie”. Il motivo? Se si attraversa la SS11 tra le due città il colpo d’occhio è particolare: a destra, sinistra, davanti e dietro ci sono solo risaie ed il Monte Rosa sullo sfondo. Ed il “derby del riso” è uno dei match più noti non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale: lunedì 13 novembre alle ore 20:45 andrà in scena il “derby delle risaie” numero 84 della storia. Una storia iniziata il 17 novembre 1912 al Foro Boario di Vercelli nel campionato di Prima categoria.

In principio era il Quadrilatero del calcio piemontese

Non si può non parlare di Pro Vercelli e Novara non parlando del Quadrilatero piemontese del calcio. Niente geometria, moda o linea di difesa dell’impero austro-ungarico: qua si parla di calcio, calcio di un tempo parte della storia di questo sport in Italia.

Il “Quadrilatero” è l’unione di Vercelli e Novara con altre due città piemontesi (e le loro squadre), Alessandria e Casale, e ha segnato un’epoca. Un’epoca che tra il 1908 e gli anni Venti ha visto la “Pro” ed il Casale vincere otto scudetti (sette i primi, uno solo i monferrini), una Coppa Coni (l’Alessandria) e dare vita a partite epiche, iconiche, storiche caratterizzate da un calcio che non era come quello attuale, ma totalmente diverso.

Un calcio dove non c’erano i social, dove tutti erano dilettanti, dove i tifosi si spostavano in bici per andare allo stadio e tutti sugli spalti erano vestiti con l’abito bello della domenica con cravatta e cappello. Anni d’oro del nostro calcio, anni d’oro per le squadre del “Quadrilatero”. Un esempio? La Nazionale italiana che tra il 1934 ed il 1938 fece il bis Mondiale e vinse l’oro alle Olimpiadi di Berlino aveva ben otto giocatori che disputarono almeno una partita con le maglie delle squadre del Quadrilatero (Giuseppe Cavanna, Pietro Ferraris, Eraldo Monzeglio, Umberto Caligaris, Virginio Rosetta, Silvio Piola, Giovanni Ferrari, Luigi Bertolini).

Ogni squadra del Quadrilatero piemontese del calcio regalò al calcio molti giocatori di indiscusso talento: Guglielmo Brezzi, Adolfo Baloncieri, Luigi Bertolini, Giovanni Ferrari e Carlo Carcano l’Alessandria; i fratelli Felice e Giuseppe Milano, i fratelli Carlo ed Alessandro Rampini, Guido Ara, Pietro Leone, Virginio Rosetta la “Pro”; Ettore Reynaudi, Mario Meneghetti, Enrico Patti, Enrico Migliavacca, Giustiniano Marucco, Carlo Pensotti, Giovanni Canestrini, Enrico Patti il Novara; i fratelli Attilio e Giovanni Gallina, Giuseppe Parodi, Amedeo Varese, Angelo Mattea ed Eraldo Monzeglio il Casale. Questi avevano indossato almeno una volta in carriera le maglie di quelle storiche squadre: la maglia bianca della Pro Vercelli, la maglia grigia dell’Alessandria, la maglia nero-stellata del Casale (un unicum a livello mondiale) e la maglia azzurra del Novara Football Club, che ha continuato la tradizione del fu Novara Calcio dopo i fatti dell’estate 2021.

Storia nella storia. Storia di un calcio che oggi è lontano anni luce da quello dei tempi del “Quadrilatero”. Un calcio nostalgico ma appassionante che ancora oggi attira sempre curiosi nello scoprire la storia e a portare in giro per il Piemonte eventi dove collezionisti ed appassionati si trovano per discutere del “Quadrilatero” guardando una maglia del Casale, il gagliardetto del Novara, il pallone usato durante una partita della Pro Vercelli, un’immagine di una partita dell’Alessandria al campo degli Orti, a ridosso del fiume Tanaro, in pieno centro cittadino ed incontrare i nipoti di quei calciatori che raccontano agli astanti le gesta dei loro avi.

L’epoca del “Quadrilatero” terminò con la nascita della Serie A (stagione 1929/1930) dove le quattro squadre nelle sue novantadue edizioni finora hanno fatto alcune apparizioni: Novara e Alessandria tredici volte, Pro Vercelli sei e Casale quattro. Queste due sono quelle che mancano da più tempo rispetto a tutte (88 anni ed 89 anni).

Eppure il “derby delle risaie”, la partita più volte disputata all’interno del Quadrilatero, appassiona ancora oggi i tifosi.

C’era una volta il “derby delle risaie”… sul parquet

Ma il derby tra Vercelli e Novara non è solo calcio, ma è una rivalità che tra gli anni Ottanta e gli inizi degli anni Duemila si è spostata dal rettangolo verde al parquet, dall’outdoor all’indoor. Le due città hanno visto il “derby delle risaie” giocarsi sul parquet, con una stecca curva di legno, una palla nera pesante 1,5 kg e i palazzetti pieni.

Vercelli e Novara, grazie ai gialloverdi dell’Amatori e gli azzurri dell’Hockey Novara, si fronteggiavano anche nell’hockey su pista, uno sport praticato in alcune zone d’Italia (Brianza, Veneto occidentale, Emilia, Toscana e Puglia) ma che al Pala Isola e al Pala dal Lago ha visto il meglio della scena hockeystica nazionale con la vittoria di Vercelli e Novara (più Novara, a dire il vero), tra la fine degli anni Settanta ed i primi anni 2000, di sedici scudetti, quindici Coppe Italia, tre Coppe di Lega, cinque Coppe Cers (la Coppa Uefa dell’hockey) e giocatori protagonisti delle vittorie della Nazionale (tre Mondiali ed Europeo tra il 1986 ed il 1997).

Come nel calcio, le due tifoserie (i Commandos vercellesi e la Legione ‘83 novarese) si sfidavano con coreografie mozzafiato con in palio l’Oscar di miglior torcida. E l’hockey su pista ha sopperito alla mancanza di Vercelli e Novara dai grandi palcoscenici calcistici nazionali, tanto che a Novara, per esempio, si diceva che il sabato si andava a vedere Novara-Barcellona al Pala dal Lago per una semifinale di Coppa dei Campioni e la domenica si andava al “Comunale” a vedere il Novara Calcio contro una squadra di Serie C2 dove avrebbe fatto fatica in cerca di quella maledetta Serie C1.

Il mito di Silvio Piola

Il “derby delle risaie” ha ancora una particolarità: si gioca in due stadi intitolati alla stessa persona, Silvio Piola. Piola è considerato oggi uno dei più forti calciatori italiani, autore di ben 274 reti in Serie A (record che dura dal 7 febbraio 1954), vincitore del Mondiale del 1938 e due volte della classifica marcatori.

Cosa c’entra Silvio Piola con Pro Vercelli e Novara? Piola ha iniziato la sua carriera con la maglia della “Pro” e l’ha chiusa con quella azzurra del Novara. La sua prima partita è stata il  16 febbraio 1930 (Bologna-Pro Vercelli), l’ultima il 7 marzo 1\954 (Atalanta-Novara). In mezzo, 312 partite con le due squadre, 137 gol segnati complessivamente e il primato di capocannoniere di entrambe in Serie A (51 gol con i bicciolani, 70 con i gaudenziani).

Piola è morto il 4 ottobre 1996 e prima il Novara e poi la “Pro” hanno deciso di cambiare il nome dei loro impianti (il semplice “Comunale” a Novara ed il “Leonida Robbiano” a Vercelli) intitolandoli alla memoria dell’attaccante di Robbio. Sono molti gli stadi ad avere una medesima denominazione (ad esempio lungo lo Stivale ci sono ben quattro stadi intitolati a Romeo Menti), ma nessuno stadio con le squadre rivali tra loro è intitolato a colui che è stato un mito per entrambe le squadre.

Una partita non come le altre, ma la Partita

Nella storia ultra centenaria del “derby delle risaie”, il Novara ha vinto trentatre volte, ventisei sono stati i successi dei vercellesi ed i pareggi sono stati ventiquattro, con 176 reti segnate complessivamente, ripartite a metà tra le due compagini.

L’ultimo “derby delle risaie” che si è giocato in via Massaua risale allo scorso campionato e a vincere fu il Novara con Pablo Gonzalez che pareggiò il vantaggio iniziale di Matteo della Morte e Francesco Galuppini, nella ripresa, che segnò, sotto la curva Ovest, feudo vercellese, il gol della vittoria dopo che Valentini gli aveva respinto il rigore.

L’ultima vittoria del padroni di casa risale al 27 settembre 2021, 1-0 con gol di Rolando su rigore mentre l’ultimo pareggio al “Piola” vercellese risale al 3 novembre 2018, quando Gladestony prima e Cacia dopo portarono il risultato sull’1-1 con due rigori.

Novara e Vercelli, due città rivali in ogni cosa: paniscia contro panissa; biscottini contro bicciolani; Re Biscottino contro Bicciolano.

A parte questo, la settimana che porta al fischio d’inizio del “derby delle risaie” è una settimana particolare per i tifosi delle due squadre. Si leggono i giornali, i “muri”; i social e i post degli avversari. Si vanno a vedere gli allenamenti di rifinitura, si aspetta con trepidazione il momento della partenza da casa verso lo stadio (via Massaua a Vercelli, viale Kennedy a Novara). Poi durante i novanta minuti (più recupero) della partita si tifa, si fanno cori verso la propria squadra e contro quella avversaria e alla fine dell’incontro si ascoltano le interviste, si commenta sui social, si leggono i blog e i siti di ordinanza. Chi vince gode, chi perde rosica. Perché i derby sono sempre i derby. E pazienza se il “derby delle risaie” non è un derby cittadino ma regionale.

Non ditelo però ai tifosi delle due squadre: non gradirebbero perché sono da sempre rivali e perché i derby sono davvero ‘’cose’’ a parte durante il corso di una stagione, a tutti i livelli, in tutte le categorie. Vivere un derby è un way of life. Ed i derby, si sa, sono partite da “tripla“, da “1-X-2“: partite particolari dove non conta fare pretattica, ma dove contano il cuore e la vittoria. Vincere un derby significa predominare l’avversario: se poi si fa anche il double (vittoria all’andata e al ritorno), è festa tutta la stagione. E pazienza se magari l’avversario derbystico finisce più in alto in classifica a fine campionato: ha perso il “derby delle risaie” e quindi si fanno spallucce (ma anche buon viso a cattivo gioco).

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