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Il Varese travolge 5-0 la Juventus

 

Il 4 febbraio 1964, terza giornata di ritorno di Serie A, prevede due sfide di vertice totalmente impreviste ad inizio stagione: a San Siro il Milan riceve il Napoli, mentre la Juventus si reca sul difficilissimo campo di Varese, per affrontare la squadra di casa, autentica rivelazione dell’anno.

L’attesa per la partita è spasmodica, la Juventus seconda in classifica precede il Varese, terzo, di un solo punto. 24.000 gli spettatori presenti sugli spalti per assistere a quella che ancora oggi, a Varese, è definita ‘la partita’.

Se il Milan vince sul Napoli e lo esclude definitivamente dalla lotta per lo scudetto, per i tifosi del Varese il 4 febbraio è senz’altro il giorno più bello dell’intera storia del sodalizio bianco-rosso.

Il Varese umilia la Juve, sconfiggendola per 5-0. Segnano, oltre a Vastola, i futuri bianconeri Leonardi e Anastasi, autore di una tripletta. A fine partita l’immagine emblematica proveniente dal “Franco Ossola” è quella di Heriberto Herrera, allenatore bianconero, stramazzato in panchina in preda di una crisi di nervi.

E' il "Varese dei miracoli" del presidente Giovanni Borghi, costruito da Alfredo Casati e allenato da Bruno Arcari. Una squadra che riesce a rimanere imbattuta in casa per tutto il campionato, chiudendo seconda il girone d'andata, a due punti dal Milan, anch'esso sconfitto dai lombardi.

E' il grande Varese di Armando Picchi, di Sogliano e Maroso, di Cresci, Mereghetti e Tamburini. È il Varese di Pietro Anastasi, Giovanni Vastola, Lamberto Leonardi, che il 4 febbraio 1968 umiliano la Juventus.

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