Salta al contenuto principale
Image
Pierre van Hooijdonk con la maglia del Feyenoord
03 Dicembre 2024

Pierre van Hooijdonk, il bomber ribelle

Pierre van Hooijdonk è stato uno dei centravanti olandesi più prolifici degli anni ’90 e 2000. Specialista sui calci piazzati, protagonista con Feyenoord, Celtic e Fenerbahçe, ha segnato 376 gol in carriera tra talento e polemiche.
Scritto da Biagio Gaeta

Specialista dei calci di punizione, fiuto del gol, Pierre Van Hooijdonk è stato il centravanti olandese sempre lontano dai grandi riflettori. 376 i gol segnati in una carriera vissuta tra esaltazione e dannazione.
 
In realtà, non si chiama neanche Pierre: i suoi amici non sapendo quale nome scegliere tra Petrus, Ferdinandus o Johannes inventano Pierre.

Pierre cresce vicino a Breda città del NAC, squadra del cuore, dove a 11 anni entra nelle giovanili. Gioca da esterno ma, a 14 anni, il club lo taglia. Deluso, smette di giocare. Poi a 20 anni ritorna in campo ripartendo dai dilettanti del RBC Roosendaal. Diventa centravanti e cambia la sua carriera.
 
L’interesse delle squadre professionistiche ritornano. Pierre ha l’imbarazzo della scelta ma prevale il cuore: torna al NAC e con 81 gol in due anni regala promozione in Eredivisie e successiva salvezza.
 
In questi anni affina il calcio di punizione: 3 passi, rincorsa parallela al pallone, tiro secco d’interno collo. Diventa uno dei più grandi specialisti della storia. 
 
Nel 1995 va al Celtic. Qui lega con i tifosi ma non con la dirigenza. Il suo gol decide la finale di Scottish Cup e batte cassa: “Le 7.000 sterline che guadagno a settimana possono essere buone per un senzatetto, non per me” e il feeling termina anche con i tifosi. Lo strappo è irrecuperabile. 

Viene ceduto al Nottingham Forest, penultimo in Premier. L’olandese non incide e il club retrocede. Pierre resta e con 29 gol riporta il club in Premier guadagnandosi anche la convocazione in nazionale per Francia98.
 
Tornato dai Mondiali, litiga con la dirigenza del Forest e decide di scioperare. Viene ribattezzato “the striker on strike”. L’unica soluzione è cambiare.
 
Stavolta è il turno del Benfica. Dopo un anno lo chiama il Feyenoord. Vince la Coppa UEFA nel 2002 segnando una doppietta in finale al Borussia. A Rotterdam scrive la storia del club ma a 34 anni vuole un’ultima sfida.
 
Va al Fenerbahce. Vince due campionati e per i tifosi è Aziz ovvero “santo”.
 
Torna in patria, un anno al NAC e poi al Feyenoord dove chiude una carriera che non ha forse raggiunto le vette che avrebbe meritato ma lo ha fatto entrare nella leggenda del calcio.

Ti potrebbero interessare anche ...