Hatem Ben Arfa, un’opera incompiuta
Il modo più realista per definire Hatem Ben Arfa un sottovalutato è fare la lista di tutti i giocatori che dopo i 30 anni giocano in qualsiasi squadra di Ligue1, Premier League, Serie A, Bundesliga, Liga e chiedersi quanti di loro sono capaci di fare quello che sa fare Ben Arfa in un campo.
Avete presente quel ragazzino che era il più forte di tutti? Quello che passava la palla solo se costretto, quello che dribblava e poi segnava?
Tutti noi che abbiamo giocato a calcio per strada, almeno una volta, abbiamo incontrato quel ragazzino. Odiato se giocava contro, amato se giocava con te. Quel ragazzino è, appunto, Hatem Ben Arfa. Mai cresciuto, nemmeno quando è diventato uno dei giocatori più pagati al mondo.
"Sembrava Messi, ma ha preso strade sbagliate" il riassunto di Benzema. Proprio con Karim, Ben Arfa è cresciuto nel Lione con l'aureola da predestinato.
Entrambi classe 87, uno vincerà 5 Champions con il Real, l'altro prima si trasferisce a Marsiglia, poi a Newcastle dove, a tratti, dimostra il suo talento prima di finire nella squadra riserve, poi sul mercato fino a rescindere il contratto. A 28 anni Ben Arfa è senza squadra.
In estate va a bussare alla porta del Nizza chiedendo soltanto di poter giocare. Chance concessa. Ben Arfa, sente la fiducia, gioca. Con 18 gol e 7 assist in 37 partite trascina da solo la squadra in Champions.
Nel 2016, a quasi 30 anni, il PSG decide di puntare forte su di lui offrendogli un ingaggio di oltre 4 milioni a stagione. Tutti credono che Hatem sia maturo per sfruttare la grande occasione. Invece è sempre quel ragazzino che vuole giocare da solo tanto che l'allenatore Emery lo mette fuori rosa per un anno intero.
Rescisso il contratto con i parigini, va al Rennes. Hatem si riaccende e porta la squadra a vincere la Coupe de France battendo in finale proprio il PSG. La magia, però, dura poco. Rescinde anche qui per andare al Valladolid dove tra Covid ed infortuni non scende quasi mai in campo.
Nonostante questo, in Italia il suo nome viene accostato all'Atalanta, i tifosi sognano. Invece non se ne fa nulla e rimane ancora senza squadra.
È solo colpa sua? Anche no!