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Mario Stanić con la maglia del Parma durante la stagione 1998-1999
27 Dicembre 2024

Mario Stanic, il Super Mario del Parma

Mario Stanić è stato uno dei simboli del Parma anni ’90. Esterno polivalente e decisivo, protagonista nella vittoria della Coppa UEFA 1999 e terzo ai Mondiali 1998 con la Croazia.
Scritto da Biagio Gaeta

Il Parma degli anni 90 è una squadra capace di regalare emozioni uniche ai suoi tifosi. Una scalata pazzesca: dalle serie minori fino alla vittoria della Coppa UEFA. Per regalare queste emozioni, però, ci vogliono gli interpreti giusti e uno di questi è Mario Stanic, esterno di centrocampo che all’occorrenza può fare il trequartista o la punta. Un giocatore che definire polivalente è addirittura riduttivo.

Stanic è un giocatore completo con tanta fisicità, corsa e grande senso del gol. Tra i migliori esterni di fascia che il calcio ha conosciuto. Il suo arrivo in Emilia, per 8 miliardi di lire nel novembre 1996, non è visto di buon occhio perché coincide con la cessione di Zola al Chelsea. In un primo momento sembra essere il concorrente in attacco di Crespo, infatti Stanic arriva dal Bruges dove da attaccante vince, in una sola stagione, campionato, coppa, supercoppa e classifica marcatori. Invece, Ancelotti lo trasforma in esterno di centrocampo.

Poi Ancelotti viene esonerato, arriva Malesani e con lui i primi trofei. Nel 1999 il Parma centra la doppietta Coppa Italia-Coppa UEFA. Stanic è uno dei protagonisti e con 7 gol in campionato contribuisce anche al quarto posto in classifica del Parma. Stanic rimane a Parma fino a giugno 2000 totalizzando 110 partite e 25 gol alcuni di questi decisivi. 

Con la Nazionale croata, Stanic conquista il terzo posto ai Mondiali del 1998 in Francia. Un Mondiale aperto proprio con un suo gol contro la Giamaica. 

Stanic è stato amato come pochi da chi lo ha visto giocare. Potenza, tenuta atletica e tecnica: una sorta di arma impropria per il calcio tutto pressing e spazi stretti di quegli anni. Forse poco celebrato ma sempre importante in ogni squadra dove ha giocato: le luci della ribalta col Benfica, la consacrazione con il Bruges, l’arrivo in Italia al Parma. Allora perché non viene mai ricordato tra i grandi nel suo ruolo?

Anche se nella sua carriera ha avuto scarsa visibilità mediatica, per noi rimane sempre il solo ed unico Super Mario.

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