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Sokratis Papastathopoulos in maglia Borussia Dortmund durante l’era Klopp in Bundesliga
06 Luglio 2024

Sokratis Papastathopoulos, una carriera lunga quanto il suo cognome

Da promessa greca scoperta dal Genoa a colonna del Borussia Dortmund di Klopp: la carriera di Sokratis Papastathopoulos è fatta di rilanci, sacrifici e difese granitiche. Una storia meno appariscente ma profondamente europea.
Scritto da Biagio Gaeta

Sokratis Papastathopoulos arriva in Italia giovanissimo per volere di Rino Foschi, DS del Genoa, che intravede ottime potenzialità. A scoprirlo, però, è Toni Savevski che lo segnala al club del quale è una leggenda: l’AEK Atene. E così Sokratis dopo i primi mesi di rodaggio, va in prestito al Niki Volo, squadra di Serie B greca, dove mostra le sue qualità. Quando torna all'AEK contende la maglia da titolare ai più esperti Dellas e Moras. 

Così nell’estate del 2008 il Genoa offre 4 milioni di euro e lo porta in Italia. Sokratis ripaga la fiducia e s'impone come uno dei pilastri della difesa di Gasperini. I top club europei lo osservano e la spunta il Milan. 

Per i rossoneri, il greco è il perno per costruire la difesa del futuro. Il 22enne accetta la sfida ma strappare il posto a Nesta e Thiago Silva è un’impresa ardua, siede spesso in panchina ma vince comunque uno Scudetto.

In estate il Milan lo rivende al Genoa che lo gira al Werder in prestito con diritto di riscatto. Brema è il posto perfetto per rilanciarsi e le ottime prestazioni gli valgono la chiamata del Borussia di Klopp. Qui viene eletto miglior difensore della Bundes e vince una Coppa e due Supercoppe di Germania prima di trasferirsi all'Arsenal di Emery per 20 milioni di euro. 

Se l’inizio è promettente, il finale no. Con i Gunners vince una Community Shield e una FACup ma con l'arrivo di Arteta in panchina finisce fuori rosa. Rescinde e torna in Grecia dove vince il campionato con l’Olyimpiacos.

E' l'ultima tappa di una carriera lunga come il suo cognome, portato poco sulle spalle sia perché 16 lettere sono troppe per starci su un’unica maglia sia perchè impronunciabile. Meglio dunque Sokratis, il nome di battesimo, che comunque l’ha consacrato come uno dei più forti calciatori greci di sempre.

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