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Lazaros Christodoulopoulos con la maglia dell’AEK Atene durante una partita di campionato
28 Settembre 2024

Lazaros Christodoulopoulos, troppo bravo per essere semplice

Dal PAOK all’AEK, dall’Italia a Cipro: la carriera di Lazaros Christodoulopoulos è una storia di talento irrisolto, carattere ribelle e ritorni inattesi.
Scritto da Biagio Gaeta

Il suo cognome è al limite della pronunciabilità. Così tutti lo chiamano Christo o Lazaros evitando, però, scomodi paragoni biblici.

Lazaros è quel tipo di giocatore "bravo, però ...". Estroso, veloce, dotato di buona tecnica e abile a ricoprire più ruoli, troppo discontinuo però per diventare quel grande giocatore che aveva fatto innamorare il Paok Salonicco tanto da indurlo ad acquistarlo giovanissimo e blindarlo con una clausola rescissoria da 6 milioni di euro.

Ha sempre avuto un carattere incline alla sfida tanto che quando nel 2006 salta il suo passaggio al Liverpool, rilascia un'intervista in cui dice che piuttosto che giocare ancora col Paok sarebbe andato a fare il muratore. Ci resta altri due anni prima di passare al Panathinaikos.

Ad Atene gioca 4 stagioni, con presenze in Europa League e in Champions, guadagnandosi anche la convocazione in nazionale. Poi, nel gennaio 2013, il passaggio da svincolato al Bologna. Segna all'esordio e diventa subito titolare. La sua carriera in Italia prosegue tra Verona e Sampdoria, ma non gli regala grandi soddisfazioni. Solo il ritorno in patria lo vede determinante: con le sue giocate, nel 2017, contribuisce alla vittoria dell'AEK Atene al campionato greco dopo 24 anni di attesa e a fine anno è tra i finalisti del FIFA Puskas Award per il gol più bello della stagione. 

Nell'estate 2018 passa all'Olympiakos e diventa l'unico ad aver giocato per le 4 squadre più blasonate di Grecia. Il trasferimento però segna il punto più difficile della sua carriera, causa infortuni, tra cui la rottura del crociato che lo costringono a 309 giorni di stop, scende in campo solo 8 volte che gli consentono comunque di vincere il suo terzo titolo di campione di Grecia.

In estate decide di sposare la causa dell'Atromitos ma complice il rapporto mai sbocciato con il tecnico e la tifoseria, fa le valigie e se ne va a Cipro all'Anorthosis Famagosta dove, a 35 anni, regala con 2 gol la qualificazione ai gironi di Conference League entrando, di diritto, nella storia del club.

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