Pavel Srníček, il portiere che non ha mai mollato
È il 20/12/2015, Pavel Srníček è a Ostrava, in Repubblica Ceca. Durante una sessione di jogging va in arresto cardiaco. Le condizioni appaiono subito gravi: ricoverato in ospedale entra in coma e muore. Una notizia che lascia di sasso il mondo del calcio.
Pavel ha difeso i pali del Banik, della Nazionale Ceca, del Newcastle (di cui diventa idolo dei tifosi) e in Italia di Brescia e Cosenza.
Figlio di un boscaiolo, a 9 anni entra nel settore giovanile del Banik Ostrava. Poi dopo una breve parentesi al Dukla Praga, rientra al Banik come titolare della prima squadra.
Srníček brilla e il Newcastle lo acquista. Ci gioca fino al 98, difendendo i pali della squadra di Shearer e Ginola. L’inizio è difficile. Pavel incassa 32 gol in 15 gare e viene messo in panchina. L'arrivo di Keegan come allenatore segna la svolta: Srníček torna titolare e il Newcastle stravince la Premier 92/93.
La stagione seguente è da montagne russe. Hislop gli ruba il posto, ma Srníček non molla e ritorna titolare. L’avventura al Newcastle si chiude con il record di giocatore straniero con più presenze nella storia del club.
Pavel ripassa al Banik, prima di tornare in Inghilterra: allo Sheffield esordisce proprio al St James’ Park, lo stadio che era stato casa sua. La stagione si conclude con la retrocessione dello Sheffield ma per Pavel, si aprono le porte della Serie A: voluto da Mazzone, firma un contratto triennale col Brescia.
Pavel contribuisce al settimo posto delle Rondinelle. Nell’Intertoto cambia la storia: le ottime prestazioni di Luca Castellazzi, mettono Pavel in panchina. A gennaio 2003 va a Cosenza in B, nell’annata che conduce il club alla C1.
In estate torna in Premier al Portsmouth. Sei mesi dopo va in prestito al West Ham che lo riscatta, ma dopo solo 2 presenze, dice addio. Vola in Portogallo dove si ferma fino al 2006 e poi, a sorpresa, torna al Newcastle per sostituire in porta l'infortunato Given. Conclude così, in bianconero, la sua carriera.
Dopo l'addio al calcio, Srníček apre una scuola portieri. Poi la chiamata dello Sparta Praga per il ruolo di preparatore dei portieri, prima dell’improvviso arresto cardiaco che se l’è portato via a soli 47 anni.