Daniele Ragatzu, il ritorno a casa di un predestinato
Daniele Ragatzu ha sempre avuto la fama del predestinato. Lo sanno bene i tifosi del Cagliari. Allegri stravedeva per lui, Bisoli ne ha sempre parlato bene. Da ragazzo era considerato un vero talento, una promessa del calcio italiano.
Nato a Cagliari nel 1991, cresciuto nel quartiere di Quartu Sant’Elena, Daniele inizia a giocare a calcio a quattro anni alla Ferrini Quartu. Da qui passa alle giovanili del Cagliari arrivando ad esordire in Serie A a soli 17 anni.
Un mese dopo arriva anche il suo primo gol in Serie A, contro la Fiorentina, appena due minuti dopo il suo ingresso in campo. Il giovane talento promette bene e il presidente Cellino lo culla con l'obiettivo di proteggere quello che sembra il talento più cristallino mai visto a Cagliari.
Ma nel novembre 2012 avviene la rescissione consensuale e Ragatzu inizia il peregrinare per l’Italia. Per nove lunghissimi anni ha cambiato e segnato per decine di squadre, in categorie diverse: dal Gubbio al Lanciano, dal Verona all’Olbia. Ma lui, da buon sardo cocciuto, non demorde. Il suo obiettivo è quello di tornare a vestire la maglia della sua città.
Ci riesce nell'estate 2018 quando torna a Cagliari consapevole che sarebbe stato la riserva di altri attaccanti. Daniele lo sa, ma si impegna con costanza e sacrificio, allenamento e consapevolezza. Aspetta, con umiltà e silenzio, il suo turno e quando arriva lascia il segno. Prima nella partita di Coppa Italia contro la Sampdoria valida per la qualificazione dei rossoblù agli ottavi, poi nella partita contro il Sassuolo al 90’ che decreta il pareggio e lui, commosso, corre verso la curva dopo aver ritrovato il gol in Serie A dopo ben 8 anni e mezzo.
Ma a differenze delle favole manca il lieto fine. Rimane svincolato. Decide di tornare ad Olbia dove oggi con duecento presenze, 45 assist e oltre 70 gol scrive la storia della squadra gallurese.