Alessandro Rosina, il talento esploso a metà
Alla voce "promesse incompiute" del calcio italiano, un posto lo occupa sicuramente Alessandro Rosina. Nato nel 1984 in provincia di Cosenza, si trasferisce con la famiglia a 9 anni in provincia di Cremona. Alla stessa età entra nelle giovanili del Parma facendo tutta la trafila fino alla Prima Squadra.
Alto 1.68, veloce e dotato di classe cristallina, Rosina a 19 anni, contro la Juve, esordisce in Serie A: Prandelli lo mette al posto di Nakata a 7 minuti dalla fine. Ha la fiducia del Mister che lo utilizza sempre di più. Dopo 41 presenze, nel gennaio 2005, Rosina viene mandato in prestito al Verona in Serie B, altra esperienza positiva.
Tornato al Parma per fine prestito, in estate il Torino ne rileva la comproprietà per circa 400 mila euro. Rosina riparte dalla Serie B e sotto la guida di De Biasi, disputa la sua migliore stagione in carriera. Con 12 gol in 42 presenze contribuisce alla promozione in Serie A. I tifosi granata lo battezzano 'Rosinaldo'. Nel 2007 esordisce anche in Nazionale.
La stagione successiva in A, Rosina si conferma ai massimi livelli anche sotto la guida di Zaccheroni. Dopo un avvio in sordina, esplode definitivamente confermandosi come la vera arma in più dei granata. Con il Toro rimane fino al 2008/09 quella della retrocessione in B che coincide anche con la sua annata meno positiva.
A 24 anni sembra destinato ad una carriera di alto livello, infatti passa allo Zenit San Pietroburgo con cui vince gli unici titoli della sua carriera, una Coppa di Russia e due campionati. Ma il sogno di una carriera di altissimo livello svanisce presto. L'arrivo in panchina di Spalletti gli chiude gli spazi e lo spinge a rientrare in Italia, ma ormai gli anni migliori sono alle spalle.
Retrocede in B con il Siena, indossa anche le maglie di Catania, Bari e Salernitana, disputando comunque buone stagioni, fino al ritiro, nel 2020, all'età di 36 anni.