Zlatko Zahovic, genio e incompiuto
Zlatko Zahovic ha illuminato con la sua classe l’intera Slovenia. Talento eccelso, trequartista eccellente. La sua sfortuna è stata quella di aver giocato nella decade dove ogni grande squadra aveva un numero 10 da invidiare.
Alto 1,80, grazie a un dribbling secco, saltava l’uomo con facilità, per poi servire assist ai compagni o andare alla conclusione. Zahovic è stato un gran numero 10 ma mai grande protagonista in palcoscenici importanti. Porto, Valencia e Benfica le sue grandi occasioni.
Zahovic nasce a Maribor, all’epoca Jugoslavia, nel 1971 da genitori serbi. Inizia a giocare nel NK Kovinar Maribor. Nel 1989, Milko Gurovski, calciatore professionista a Maribor per il servizio militare, nota il suo talento e lo porta al Partizan dove lui stesso gioca.
Zlatko si ritrova a 18 anni in una delle squadre più forti di Jugoslavia. L’anno successivo va in prestito al FK Proleter Zrenjanin ma la sua stagione non è di quelle da ricordare.
Torna al Partizan. E nonostante lo scoppio della guerra rimane a Belgrado fino al 1993. Zahovic incanta, segna e vince da protagonista il primo Scudetto della Repubblica Federale di Jugoslavia.
La guerra però lo porta al Vitória Guimarães in Portogallo. Qui si afferma come un giocatore capace di determinare le partite. Attira così l’attenzione del Porto. Qui in 3 anni vince 3 scudetti, una Coppa del Portogallo e due Supercoppe Nazionali. In tutto segna 41 gol in 114 partite.
Poi prende e va in Grecia all’Olympiacos. La stagione parte bene, poi esplodono i limiti caratteriali di Zahovic. Il club cambia 3 allenatori: Bajevic, Bigon e Matzourakis. Lo sloveno riesce a litigare con tutti e decide di scioperare.
Viene convocato comunque dalla Slovenia per Euro2000 e grazie alle sue prestazioni diventa uomo mercato. Se lo aggiudica il Valencia di Hector Cuper.
Qui tra alti e bassi, gioca una finale di Champions contro il Bayern ma non incide. La partita si decide ai rigori e Zahovic spara il suo addosso a Kahn regalando di fatto la coppa ai tedeschi.
Persa la finale di Champions, Zahovic torna in Portogallo al Benfica. Qui chiude una carriera bella ma che non gli ha dato quanto la sua classe avrebbe meritato.