Youssef En-Nesyri, l'uomo che ha portato il Marocco alla gloria
Youssef En-Nesyri, classe ‘97, è entrato di diritto nella storia del calcio quando, con il suo gol decisivo al Portogallo, ha portato il Marocco in semifinale ai Mondiali in Qatar. Una prima volta storica per una nazionale africana.
Ma la storia di En-Nesyri inizia lontano. Nato a Fès, Youssef muove i primi passi nel calcio nell’Academié Mohammed IV, una scuola calcio voluta dal Re del Marocco (ancora oggi al trono) per togliere i bambini che giocano per strada.
Nel 2015 lo prende il Málaga. Un anno nelle giovanili con 49 gol in 43 partite e Juande Ramos, allenatore della prima squadra, lo vuole con sé. Complice l’assenza di alcuni attaccanti titolari, En-Nesyri debutta subito in Liga e poco meno di un mese dopo arriva anche il primo gol che vale la vittoria sull’Eibar.
A giugno 2018, però, il Málaga retrocede ed è costretto a vendere i suoi giocatori migliori, tra cui En-Nesyri che passa al Leganés per 6 milioni di euro, diventando l’acquisto più costoso della storia del club. Mister Garitano lo posiziona al centro dell’attacco. Youssef non delude e grazie al suo contributo il Leganés centra una tranquilla salvezza.
Rincomincia la stagione con i Pepineros e le sue prestazioni convincono il Siviglia, a sborsare 20 milioni di euro (cifra della clausola rescissoria) per battere la concorrenza. Un valore che sembra follia ma ora sa di affare.
Nonostante un fisico da prima punta (73kg per 189cm), a En-Nesyri piace prendere palla piuttosto che aspettarla: non agisce come punto di riferimento in attacco ma vuole la palla al piede perchè dotato di gran tecnica.
Dopo la prima stagione di apprendistato, dove comunque mette in mostra le sue qualità, è nella seconda stagione agli ordini di Lopetegui che En-Nesyri compie il salto di qualità.
Con gli andalusi vince il suo primo trofeo, l’Europa League, ma le soddisfazioni arrivano in Nazionale. Al Mondiale in Russia segna alla Spagna sovrastando di testa un certo Sergio Ramos e quattro anni dopo, ancora con uno stacco di testa imperiale, elimina il Portogallo di CR7 diventando anche il miglior marcatore del Marocco nella storia dei Mondiali.