Julius Aghahowa, il fulmine che viveva di capriole
Quando giocavi a Football Manager, con una squadra dal budget limitatissimo, ti sarà certamente capitato di andare a cercare giovani potenziali talenti a prezzi a stracciati. Loro rappresentavano quell’innesto geniale che permetteva alla squadra di sognare traguardi fino a quel momento impensabili.
In FM 2000 Julius Aghahowa era uno di questi. Uno che cambiava gli equilibri delle partite. Un attaccante devastante. Aghahowa rispondeva all’identikit del calciatore perfetto per i championshipmanageristi incalliti. Giovane, veloce, tecnico e poteva ricoprire ogni ruolo dell’attacco. Costava relativamente poco (5-7 milioni di euro), non era il bomber da 30 gol a stagione, ma quello capace di fornire un numero infinito di assist.
Le premesse c’erano anche se nella realtà Aghahowa ha raccolto meno di quanto il suo potenziale virtuale ci aveva fatto credere. Infatti nel mondo del calcio diventa famoso più per la sua esultanza fatta di capriole dopo ogni gol che per le qualità tecniche.
Dal 2000 al 2007 gioca nello Shakhtar, poi arriva la chiamata dal Wigan in Premier League, l’occasione per il definitivo salto di qualità. La chance da non mancare, a nessun costo. Ma qui Aghahowa di punto in bianco, diventa un fantasma e si dissolve. Mette insieme appena 20 presenze senza gol e viene spedito come un pacco in Turchia al Kayserispor. L'anno successivo torna in Ucraina prima allo Shakthar e poi al Sevastapol per ritrovarsi, ma non c’è verso. Come una stella che ha già bruciato tutta la sua energia, la carriera di Julius Aghahowa arriva al capolinea a nemmeno 30 anni quando decide di ritirarsi.
Non importa, certe volte va così. Certi giocatori sono destinati a passare alla storia nonostante tutto. E le capriole di Julius Aghahowa nella storia ci rimarranno per sempre.