Alessandro Simonetta, l’attaccante perfetto fermato dal destino
Nel 2003 per mettere qualche trofeo in bacheca a Football Manager dovevi comprare Alessandro Simonetta: 20 in finalizzazione e 19 in freddezza in altre parole letale. Considerato uno dei talenti più cristallini della sua generazione (anche grazie a FM appunto) Simonetta è la punta di diamante della Roma Primavera dei vari Curci, Rosi, Galloppa, Cerci, Corvia e Okaka, capace di vincere lo Scudetto 15 anni dopo l'ultima vola.
Simonetta è il vero trascinatore, segna 21 gol e viene aggregato alla prima squadra allenata da Gigi Delneri. E' seduto tra i banchi di scuola quando il preside piomba in classe e gli passa il telefono. Dall'altra parte Bruno Conti: "Stasera non prendere impegni. Sei convocato, in Champions, contro il Real". Tutto vero! E' l'inizio del sogno.
E poi, la carriera al contrario. Nel 2004 Simonetta è pronto a spiccare il volo ma arrivano gli infortuni. Il sogno diventa incubo, Simonetta perde il treno giusto e non riuscirà mai a esordire in prima squadra. Va in prestito in B all'Arezzo allenato da Conte e Sarri ma in due stagioni non segna mai, poi Sambenedettese e Sudtirol ma non riesce a trovare la sua dimensione. Allora decide di cambiare vita per scelta, mai rimpianta.
S'iscrive e vince il concorso per entrare in Polizia Penitenziaria ed inizia la sua nuova carriera calcistica nell'Astrea, la squadra della Polizia appunto. Qui gioca su ottimi livelli in Serie D e diventa uno dei calciatori più ricercati a livello dilettantistico. Il calcio però non è più il suo lavoro nemmeno oggi che gioca in Promozione nello Zena.
Eppure c'è chi ricorda Alessandro Simonetta come un grande campione. Sono i fanatici, come noi, di Football Manager che ancora oggi gli scrivono: "sei stato il nostro eroe, un mostro praticamente" e per i quali rimarrà per sempre l'attaccante dei sogni.