Iliman Ndiaye, ritorno a casa
Un pomeriggio di fine aprile 2011, come tanti davanti alla stazione di Marsiglia, città crocevia di turismo ma anche di migrazione, un ragazzino di solo 11 anni, stranamente vestito in giacca e cravatta, si diverte con la palla. Palleggi, numeri e giocate davanti a migliaia di tifosi dell'OM che, in attesa di prendere il treno per Parigi e assistere alla finale di Coppa di Lega contro il Montpellier, si godono lo spettacolo. Quel ragazzino, che con il pallone tra i piedi riesce ad immobilizzare i passanti, è Iliman Ndiaye.
Qualche ora prima Ndiaye aveva terminato un provino con l'OM e, in attesa di riprendere il treno verso casa, inganna il tempo giocando con il suo pallone. Il papà riprende tutto con il telefonino.
Poche settimane dopo, l’OM decide di prenderlo ma Iliman potrà restare solo un anno. I genitori, di origine senegalese, devono tornare in patria. Ndiaye entra nelle giovanili del Dakar Sacre Coeur. Nel 2016 la famiglia torna in Europa, in Inghilterra. Ndiaye, ormai sedicenne, tenta di entrare nell'Academy di United e Chelsea ma, giudicato troppo esile, viene scartato. Riparte allora dalla quinta serie, al Boreham Wood. Gioca lì per 3 anni e poi, durante un torneo di calcio a 5, la svolta.
Lo Sheffield United nota il suo talento e lo prende. Nel giro di pochi mesi Ndiaye passa dalla quinta serie alla Premier League. A fine stagione, però, la squadra retrocede in Championship e per Ndiaye cambia tutto, in meglio. Inizia ad avere sempre più spazio in attacco dove diventa insostituibile. E' un giocatore imprevedibile, forte sotto porta: con 14 gol e 11 assist contribuisce a riportare lo Sheffield United di nuovo in Premier.
Ma in estate, l’OM lo rivuole a tutti i costi e per lui, il suo primo amore, viene prima anche della Premier League: il trasferimento si chiude per 17 milioni + 3 di bonus.
Iliman torna a casa, per riprendere quello che aveva interrotto. Marsiglia lo accoglie con calore. All'aeroporto lo aspettano estasiati in migliaia, proprio come quel pomeriggio in giacca e cravatta, davanti alla stazione.