Darijo Srna, il capitano dimenticato
Darijo Srna è un terzino destro naturale di grande efficacia sia in fase difensiva che offensiva. Caratteristica apprezzata molto dai suoi allenatori che lo schierano o come quinto di centrocampo o come esterno offensivo.
Nato il 1 maggio 1982 a Metkovic, cittadina croata al confine con la Bosnia-Erzegovina, all'epoca Jugoslavia, costringe Srna ad un'infanzia difficile in un Paese che sta per essere devastato dalle guerre balcaniche. La sua famiglia per vivere coltiva un orto ed è così che, Darijo, per la sua grande passione, si mette a vendere di nascosto le verdure per comprarsi delle scarpe da calcio. Il padre lo scopre e gli impone di restituirle.
Le qualità calcistiche di Darijo sono sotto gli occhi di tutti ma, a quel tempo, il problema è un altro: l'origine bosgnacca (bosniaca di religione musulmana) che fa storcere il naso a molti club croati. L'Hajduk Spalato gli propone un provino ma l'ostracismo dei tifosi verso i calciatori musulmani fa saltare il tesseramento.
Il talento di Darijo, però, è più forte e nel 1998 arriva la chance che aspetta: Hajduk si fa forte e lo tessera per il Settore giovanile. Qui Srna brucia le tappe: a 17 anni debutta in Prima squadra e a 19 è già un titolare inamovibile. In 4 anni vince 2 Coppe di Croazia e uno Scudetto. A 20 anni è in campo da titolare con la Nazionale croata di cui detiene il record di presenze.
Dopo 84 presenze e 8 gol, nel 2003, l'Hajduk lo cede allo Shakhar Donetsk. La maglia arancionera diventa per lui una seconda pelle visto che ci giocherà per ben 15 anni, dal 2003 al 2018, scrivendo la storia del club e diventandone capitano e leader. In Ucraina colleziona 10 Scudetti e 8 Coppe e Supercoppe nazionali. Ma il trofeo più importante è la Coppa UEFA conquistata nel 2009 da capitano.
Forse ci siamo resi conto tardi del ruolo chiave degli esterni bassi nell’impostazione dell’azione. Con le squadre che si chiudono al centro i terzini hanno assunto la funzione di registi. Tempo che ce ne siamo accorti e Darijo Srna era già vecchio. Peccato!