Dmytro Chygrynskiy, scelto da Guardiola respinto dal Camp Nou
Allo Shakhtar, Dmytro Chygrynskiy si mette luce in giovanissimo. Esordisce in Champions a 17 anni contro, ironia della sorte, il Barcellona. A 20 è già capitano e a 23 alza la Coppa UEFA. Chygrynskiy è da tutti considerato uno dei centrali difensivi più promettenti d'Europa.
Pep Guardiola se ne innamora e per averlo fa spendere al Barcellona 25 milioni di euro. Una cifra considerevole per l'epoca ma Chygrynskiy è un difensore moderno, elegante, dai piedi buoni: l'archetipo del difensore perfetto per il gioco di Guardiola. E se qualcuno storce il naso al suo arrivo, le prime apparizioni del giocatore danno ragione all'allenatore catalano. Poi, però, iniziano i problemi. Dmitro appare lento, spaesato, fuori posizione e troppi gol subiti dal Barca arrivano da sue disattenzioni.
La pazienza dei tifosi si esaurisce negli ottavi d'andata della Copa del Rey contro il Siviglia. La partita è sull'1-1 quando Chygrynskiy causa il rigore che Negredo trasforma. Finisce 1-2, il Barça vincerà 1-0 il ritorno fuori casa ma viene eliminato.
L'episodio è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Il pubblico del Camp Nou inizia a fischiare Chygrynskiy a ogni tocco di palla. Da quel momento, il giocatore rimane in panchina per due mesi di fila. Pep lo rassicura: “Devo trovare il momento giusto per schierarti ancora. Non voglio distruggerti” ma da lì al termine della stagione viene schierato solo due volte. La sua avventura al Barça è conclusa e in estate lo Shakhtar versa 15 milioni riportandolo a casa.
Rimane cinque anni ma la sua avventura, anche a causa di infortuni, non è paragonabile alla prima e nel 2016 Chygrynskiy decide così di cambiare. Va in Grecia, all'AEK Atene. E rinasce. Diventa un perno della difesa e nel 2018 vince il campionato. I ricordi di Barcellona sembrano lontani.
Il resto è storia. Chygrynskiy gioca ancora in Grecia, non più con l'AEK ma con lo Ionikos.