Dani Parejo, il regista che nessuno ha mai celebrato
Dani Parejo è probabilmente il regista più sottovalutato degli ultimi tempi. Quando il Valencia decide di privarsi dei suoi elementi migliori scoppia il caos. Se l'addio dell'astro nascente Ferran Torres è inevitabile, inspiegabile è la cessione del Capitano Dani Parejo ai rivali del Villarreal perchè tutti pensano che il binomio Parejo-Valencia sia indissolubile anche se il centrocampista arriva soltanto nel 2011.
Infatti l'estro di Parejo si manifesta nelle giovanili del Real Madrid, quando è ritenuto un patrimonio addirittura dalla leggenda Di Stefano. Ma con i Blancos non decolla e allora va al Getafe in prestito dove si rilancia per poi esplodere con il Valencia.
Parejo, regista a tutto campo, elegante, preciso e capace di influenzare il gioco della squadra, viene esaltato solo quando raggiunge la piena maturazione caratteriale a 29 anni quando diventa una delle stelle della Liga.
Parejo è un’artista del pallone di quelli che viene apprezzato solo a fine stagione, quando leggendo le statistiche si capisce che è fortissimo. Lo spagnolo infatti è un centrocampista "tuttofare" perché sa imposta, interdice, segna e fa segnare.
La sua consacrazione avviene con Marcelino, il primo allenatore a capire che tra i piedi di Parejo devono passare tutti i palloni, perchè solo così può determinare le sorti della squadra.
Nel 2015 Inter e Fiorentina cercano di prenderlo, il Barcellona ci prova più volte senza riuscirci. Proprio contro i blaugrana, in finale della Coppa del Re del 2019, Parejo esibisce tutto il suo repertorio portando il Valencia alla vittoria.
Il binomio Parejo-Valencia si rompe nell'estate 2020, quando la sciagurata gestione economica del presidente Lim, costringe il Valencia a svenderlo ai rivali del Villarreal dove finalmente riesce a calcare i più grandi palcoscenici europei perchè, se un giocatore è il migliore in campo in una partita contro il Barcellona, ha per forza qualcosa di speciale.