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Vincenzo Sarno da bambino con la maglia del Torino nel 1999
25 Ottobre 2022

Vincenzo Sarno, il bambino da 120 milioni di lire

Pagato 120 milioni di lire a soli 10 anni, indicato come predestinato del calcio italiano, Vincenzo Sarno ha vissuto una carriera segnata da aspettative enormi e occasioni mancate. La storia di una promessa incompiuta che forse ha pagato troppo presto il peso dell’etichetta.
Scritto da Biagio Gaeta

Vincenzo Sarno è un calciatore, di ruolo trequartista. Nato a Secondigliano, Napoli. Gioca nel Catania. Fin qui sembra una storia come tante, un calciatore che si guadagna da vivere giocando a pallone. 

In realtà, è una storia come poche. È il 1999 e per il calcio italiano è ancora tempo di spese pazze e a far parlare, stavolta, non è un campione di caratura mondiale ma un bambino di appena 10 anni acquistato dal Torino per ben 120 milioni di vecchie lire. Si inizia a parlare molto di lui. Viene anche ospitato a Porta a Porta da Bruno Vespa. Sembra l’inizio di una bella favola, destinata a dare al calcio italiano un talento da ammirare nei grandi club e in Nazionale ma le cose vanno diversamente.

Vincenzo approdato a Torino sente la nostalgia di casa. Ogni notte piange, gli manca la sua famiglia. Come dargli torto alla sua età. Il papà si mette in macchina, va sotto la Mole e lo riporta a casa. Vincenzo torna ad essere felice. 

Qualche anno dopo riparte dalle giovanili della Roma, dove si guadagna la stima di Bruno Conti ma al momento di esordire in Serie A viene mandato via. Sarno inizia a girovagare per le serie minori e il sogno di giocare in Serie A si allontana. 

Nel 2014 approda al Foggia di De Zerbi. Sotto la sua guida, Sarno fa finalmente vedere quel talento cristallino di cui tutti parlavano diventando idolo della curva pugliese a suon di gol ed assist. 

Vicenzo non era il nuovo Maradona come fu etichettato da bambino e non lo sarà mai, ma ancora oggi, a 34 anni, è ancora un ottimo giocatore, un lusso per la categoria. E allora ci viene da chiederci, chissà quale sarebbe stato il suo cammino, senza il peso di un passato da star da portare sulle spalle. Chissà dove sarebbe potuto arrivare, se da bambino gli avessero permesso di essere un bambino.

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