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Davide Lanzafame con la maglia del Ferencvaros durante il periodo in Ungheria
04 Maggio 2023

Davide Lanzafame, il successo lontano da casa

La carriera di Davide Lanzafame, cresciuto nella Juventus e lanciato da Didier Deschamps. Dai prestiti in Italia fino alla consacrazione con Ferencváros, dove diventa protagonista assoluto.
Scritto da Biagio Gaeta

Davide Lanzafame, classe 1987, è stato uno dei calciatori più enigmatici degli ultimi anni. Talento cristallino, dotato di buona corsa e tecnica, il suo nome è stato accostato ai grandi club della Serie A per diverso tempo ma la sua carriera ha raggiunto l'apice in Ungheria.

Dopo un provino andato male con il Torino, viene selezionato dalla Juventus. Il suo talento esplode subito: vince un Campionato Berretti, un Campionato Primavera, la Supercoppa Italiana Primavera e il Torneo di Viareggio, in cui viene premiato con la Scarpa d’Oro. Viene addirittura paragonato a Cristiano Ronaldo.

Didier Deschamps lo fa esordire in prima squadra in Bari-Juventus nel giugno 2007 in Serie B. La Juve va in Serie A e Lanzafame va in prestito al Bari sotto la guida Materazzi. Qui segna reti decisive per la permanenza dei pugliesi in Serie B. Dopo una breve parentesi al Palermo, nel 2009 torna al Bari e vince il campionato cadetto con Conte in panchina.

La chance di un ritorno alla Juventus si ripresenta dopo la felice avventura con il Parma dal 2009 al 2010. Con i bianconeri, però, gioca poco e a gennaio va al Brescia. A fine stagione, la Juve non gli rinnova il contratto e la speranza di un futuro in bianconero crolla definitivamente. 

Catania, Grosseto prima di fare le valigie ed andare in Ungheria e scrivere la storia. ​Gioca prima all’Honved e poi al Ferencvaros. Vince due campionati, viene eletto calciatore dell’anno del campionato ungherese e vince la classifica dei cannonieri. Lanzafame si sente definitivamente a casa. 

Dopo i successi in Ungheria, le ultime due parentesi con i turchi dell’Adana Demirspor e con il Vicenza in Serie B prima di ritirarsi a 35 anni, prendere il patentino da allenatore per ripartire ancora dall'Italia, con l'Ungheria sempre nel cuore. 

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