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Sergio Goycochea esulta dopo un rigore parato ai Mondiali di Italia 1990
07 Dicembre 2022

Sergio Goycochea, l’uomo che fermò l’Italia

Sergio Goycochea arriva ai Mondiali del 1990 come semplice riserva di Pumpido. Un infortunio cambia tutto: il portiere argentino diventa protagonista assoluto ai rigori contro Jugoslavia e Italia, trascinando l’Albiceleste fino alla finale contro la Germania Ovest. La sua leggenda nasce quasi per caso.
Scritto da Biagio Gaeta

Sergio Goycochea a quel mondiale era semplicemente la riserva di Nelson Pumpido, titolare inamovibile della Nazionale Argentina.

Pumpido però comincia male. L’Argentina campione del mondo in carica viene incredibilmente sconfitta all’esordio dal Camerun per 1-0. Sul gol, Pumpido compie una papera. Nonostante ciò, il CT dell'Albiceleste Bilardo lo conferma titolare ma nell’ultima gara del girone, il portiere si frattura tibia e perone. 

Tocca a Goycochea, che si ritrova pertanto protagonista per caso in quei Mondiali. All’epoca Goycochea gioca nei Millonarios in Colombia ed è semisconosciuto anche in patria. 

L'Argentina passa agli ottavi fra le migliori terze e l'aspetta il Brasile. I verdeoro dominano, colpiscono tre pali, ma poi subiscono il gol di Caniggia. Ai quarti c’è la Jugoslavia più talentuosa di sempre. Si va ai rigori, Goycochea ne para due ed è semifinale.

L’avversario è l’Italia di Vicini. Schillaci segna subito. Sembra l’inizio di una goleada. Invece no. Gli argentini pareggiano nel secondo tempo con Caniggia che, complice un'uscita sciagurata di Zenga, segna. Ancora rigori e Goyco para i tiri di Donadoni e Serena. 

In Finale c'è la Germania Ovest. All’Olimpico di Roma va in scena la più brutta finale dei Mondiali tanto che tutti attendono i supplementari quando arriva un rigore per i tedeschi. Dal dischetto va Andreas Brehme. El Goyco ha sviluppato una teoria tutta sua sui calci di rigore che è pressoché infallibile: "Se il rigore è calciato negli ultimi 60 centimetri della porta è imparabile, se è al di qua degli ultimi 60 centimetri, si può parare". Il terzino tedesco calcia a 61-62 centimetri dal palo, perché il Goyco la sfiora ma il pallone va in rete. La Germania è campione del mondo. 

Probabilmente se la partita fosse andata ai rigori, l’epilogo sarebbe stato diverso e Goycochea sarebbe diventato ancora più eroe. Ma forse sarebbe stato troppo da chiedere al destino. Decisamente troppo.

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