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Festeggiamenti della squadra dell'Acireale dopo la vittoria nello spareggio salvezza contro il Pisa a Salerno
05 Ottobre 2026

Acireale 1993-1995: storia di sentenze, spareggi thriller e l'epopea in Serie B

Nel 1993 l'Acireale ottiene la sua prima e storica promozione in Serie B a tavolino, in seguito alla revoca della vittoria del Perugia per illecito sportivo, con cui aveva perso lo spareggio. Guidati da Papadopulo, i granata affrontano una cadetteria stellare nella stagione 1993/94: dopo una cavalcata al cardiopalma culminata con il gol decisivo di Logiudice al 98’ contro il Bari e il pari beffa di Ancona, agguantano lo spareggio salvezza e battono il Pisa ai rigori grazie al tiro decisivo di Modica. L'anno successivo, sotto la guida di Silipo, la favola si interrompe: nonostante i 41 punti conquistati, l'Acireale retrocede in C1 all'ultima giornata. Ma l’epopea acese è ormai mito.
Scritto da Carmelo Bisucci

Dopo aver conquistato la Serie B a scapito dello scandalo che coinvolge Gaucci e il Perugia, l’Acireale si ritrova in una delle cadetterie più competitive di sempre e dopo una stagione combattuta si gioca la salvezza in uno spareggio con il Pisa. Ai rigori viene compiuta l’impresa e non importa se l’anno successivo arriverà la retrocessione: l’epopea dei granata è scritta per sempre nella storia.

È la stagione 1992/93: un comune di circa 50.000 abitanti del catanese, Acireale, sta vivendo un piccolo sogno. Dopo aver conquistato la C1 nel 1991 sotto la guida del presidente Enrico Barbagallo, e averla mantenuta l’anno successivo, i granata stanno conducendo un bellissimo cammino ai piani alti della classifica, in un girone tutt’altro che semplice. Gli ostici derby regionali con Messina, Palermo e Siracusa e quelli in casa con Catania e Giarre. E poi, soprattutto, c’è il Perugia di Gaucci, favorito alla vigilia.

In panchina per gli acesi siede Giuseppe Papadopulo, che era stato licenziato un anno prima proprio dalla società umbra. La voglia di rivalsa è alta. Nella prima parte di campionato in vetta si alternano diverse squadre, tra cui l’Acireale, che si leva la soddisfazione di vincere al Curi per 1-0. Nessun timore reverenziale e tanta solidità, ma alla distanza il Palermo si dimostra la squadra più continua, conquistando il primo posto. Rimane il secondo per poter guadagnare la B. La sfida di ritorno col Grifo finisce 0-0, ma alla fine le due antagoniste si ritrovano affratellate a quota 44, dovendo disputare un delicato spareggio promozione.

Il 6 giugno 1993, allo Zaccheria di Foggia, ci sono 20.000 perugini, ma anche 5.000 acesi, un esodo di tifosi clamoroso. Prima frazione a reti bianche, poi si scatenano le emozioni: Traini porta avanti il Perugia, ma il gol è viziato da un fuorigioco netto; al 74’ Dario Di Dio pareggia con una staffilata di controbalzo all’incrocio. Ma all’87’ Rocco Pagano va via a due avversari sulla destra, rasoterra al centro per Traini che da due metri non sbaglia. È il gol della promozione per il Perugia, che mette fine alla fiaba dell’Acireale. Forse…

Lo scandalo Gaucci-Senzacqua e la promozione a tavolino

Sono Chieti e Ischia a mettere la pulce nell’orecchio alla procura, che apre un’inchiesta sulla società di Gaucci. Alla 29esima giornata, c’è Siracusa-Perugia. I siciliani passano in vantaggio, poi il Grifo pareggia su punizione a pochi minuti dalla fine, per un fallo apparso in realtà inesistente. Peraltro, la punizione fu fatta ripetere due volte, anche qui senza particolari motivi. L’arbitro Emanuele Senzacqua di Fermo è oggetto di critiche e tra l’altro ha diretto Perugia-Nola 4-1, pure in questo caso con pecche evidenti.

Si viene a sapere, dalle intercettazioni, che il suocero di Senzacqua ha interessi nelle corse di equitazione, così come i Gaucci, e tre giorni prima della gara a Siracusa, i due si incontrano. Due transazioni per cedere due cavalli dalla scuderia del presidente perugino a quella della famiglia dell’arbitro non vanno a buon fine, perché il primo puledro muore, mentre il secondo si frattura una gamba e viene abbattuto. Nonostante ciò, l’indebita vicinanza è chiara, come gli arbitraggi accomodanti di Senzacqua. Siracusa-Perugia 1-1 diventa dunque un cavallo di Troia per Gaucci, l’illecito sportivo evidente condanna il patron alla squalifica per 3 anni e gli umbri alla revoca della promozione, che porta così, il 9 luglio 1993, al ripescaggio dell’Acireale.

Ma l’Ischia ha ancora qualcosa da dire, accusa Papadopulo di illecito per la gara Ischia-Acireale 0-0. È l’avvocato Trantini che fa prosciogliere il tecnico e stavolta nulla può fermare la festa di un’intera città, che per la prima volta giocherà in cadetteria. Papadopulo rimane al timone dei granata:

"A tavolino si vince solo a carte, ma l’Acireale ha meritato la B sul campo."

— Giuseppe Papadopulo

Una Serie B di livello superiore (1993/94)

La Serie B 1993/94 non è un campionato normale. Si tratta di una specie di Serie A2 a 20 squadre. C’è su tutti la Fiorentina di Claudio Ranieri, che con Batigol ed Effenberg non può che vincere il campionato, pur sudando, perché c’è tanto altro. Massimo Agostini all’Ancona, Bierhoff all’Ascoli, il Bari di Protti e Tovalieri, Hagi al Brescia, Hübner al Cesena, Marulla al Cosenza, Galderisi e Maniero al Padova, i giovani Chiesa al Modena, Vieri al Ravenna e Pippo Inzaghi al Verona. L’Acireale potrebbe sembrare uno sparring partner in questa situazione, non sarà così.

E chi sono i soldati che in questa stagione da capogiro lotteranno per la maglia granata? Lo stadio Tupparello, nuovo di zecca, è pronto a sostenere il portierone Carmine Amato, i difensori Pasquale Lo Giudice, Mario Solimeno, Elio Migliaccio e Roberto Miggiano, il mediano tutto cuore Giacomo Modica, Salvatore Tarantino un otto incontrista, Fabio Favi un incursore, Alessandro Morello ala destra affidabile e poi gli attaccanti, Nunzio Di Dio e Orazio Sorbello.

Tutto confezionato con le risorse del presidente Barbagallo, non tantissime viste le corazzate avversarie, e le trovate a parametro zero di un Marotta ante litteram come il direttore Tonio Rapisarda, che aveva rischiato di ingaggiare in prestito un certo Fabio Cannavaro, e che invece nell’anno della promozione era riuscito a convincere Orazio Sorbello, acese di nascita, a tornare nella squadra che lo aveva cresciuto, dopo aver guadagnato la A col Pescara e rifiutato un contratto offerto dal Monza in B. Col gelese Di Dio, l’intesa è quella della C1. Ci sono i contributi anche di Claudio Mascheretti (3 gol in 9 presenze da difensore), Giuseppe Bonanno e Angelo Pagliaccetti, Morris Ripa e Walter Mazzarri a centrocampo, un giovanissimo Arturo Di Napoli in prestito dall’Inter e Fabio Lucidi in attacco.

Orgoglio e resistenza granata

Il 29 agosto 1993 parte la B e l’Acireale deve affrontare la delicata trasferta di Venezia. I granata perdono 2-1 anche a causa di un autogol, ma i veneti hanno commesso un grave errore: hanno schierato Mirko Conte, squalificato con la Primavera. Immediato 2-0 a tavolino per i siciliani.

Poi il 5 settembre è la volta dell’esordio al Tupparello contro il Verona, sfida delicata con Amato che salva prima su Inzaghi e poi blocca il rigore di Lunini; nella ripresa è Sorbello a non sbagliare dagli undici metri e a regalare il successo casalingo.

Tre battute d’arresto, a Lucca, a domicilio col Cesena e a Pescara, rallentano il cammino, prima che entri in gioco Mister X. Gli uomini di Papadopulo mettono in fila una serie di patte, otto, poi perdono a Palermo, per ricominciare con altri sei pareggi. In questo momento la squadra mostra grande solidità difensiva e ferma diverse squadre quotate, su tutte la Fiorentina, che sbatte contro il muro acese al Tupparello alla tredicesima giornata per uno 0-0 indimenticabile, o il pirotecnico 3-3 interno col Ravenna (doppiette di Sorbello e Vieri).

Alla 21esima giornata, il Verona vince 3-1, ma il 6 febbraio 1994 l’Acireale torna alla vittoria dopo ben 20 turni, 2-1 alla Lucchese grazie a due autogol. Segue un momento negativo, un punto in sei gare, ma la sconfitta di Ascoli del 27 marzo scuote i granata.

Un altro spareggio thriller: la finale dell'Arechi

Di colpo il Tupparello diventa inespugnabile: due vittorie soffertissime nei minuti finali contro Monza e Andria per 2-1, con Morello protagonista, inframezzate dallo 0-0 a Cosenza e dalla fisiologica sconfitta di Firenze. Arriva dunque una importantissima e storica vittoria in casa col Palermo, con un’autorete al 90’, giusto per mantenere il thriller. A Ravenna Vieri spaventa gli acesi che però al 79’ pareggiano con Di Dio. Cade anche il Vicenza al Tupparello, per l’ennesimo autogol, cui si affianca l’1-1 di sette giorni dopo a Modena. Il momentaneo 0-1 per i ragazzi di Papadopulo lo aveva realizzato Pasquale Logiudice, professione terzino sinistro. Non ha ancora finito di segnare.

29 maggio 1994, 37esima e penultima giornata. La classifica è cortissima. A questa giornata si arriva con una parte bassa di classifica che vede il Monza ultimo già retrocesso, sopra di lui Modena e Ravenna a 29, Acireale e Pescara 32, Palermo e Pisa 33. In alto, invece, il Bari avversario dei granata, è secondo a 44 punti, poi Brescia 42, Padova e Cesena 41. Le Rondinelle passano in vantaggio al Benelli e questo complica la strada del Bari, che ad Acireale è cinto d’assedio. Solo che a fine primo tempo succede qualcosa di strano: al Tupparello sparisce una bandierina del calcio d’angolo. L’arbitro Graziano Cesari, per regolamento, non può far riprendere l’incontro. Non si è mai capito se è stato qualcuno del pubblico o un dirigente, ci sono anche Amato e Sorbello a prodigarsi coi tifosi per riavere la bandierina, che ricompare di colpo dopo sei minuti.

Così al 90° arrivano i verdetti, meno quello del Tupparello. Bari e Brescia sono in A, i galletti infatti possono beneficiare della mancata vittoria del Padova col Palermo mentre il Cesena ha perso col Cosenza. Pisa e Pescara hanno pareggiato e questo consentirebbe a Sorbello e compagni di avere il destino nelle proprie mani all’ultima giornata, se riescono a battere i pugliesi. Ma sembra la classica partita stregata: Tarantino ingaggia con Alberto Fontana un personale duello, quattro tiri col portiere che risponde sempre presente. Non c’è più difesa negli acesi, che schiacciano il Bari e vanno alla conclusione persino con Migliaccio e Miggiano. Neanche Sorbello, 8 gol alla fine del torneo e miglior marcatore dei suoi, riesce a trovare il varco giusto.

Manca all’appello solo Logiudice, che al 98’ scambia corto da angolo con Tarantino e va verso il limite dell’area. Un difensore biancorosso si avvicina per disturbarne l’azione, ma non troppo. E quando un secondo difensore sta per andare a contrasto, Logiudice, con lo stadio che aspetta a bocca aperta, lascia partire una staffilata di destro sotto la traversa che stavolta non lascia scampo a Fontana. Più di 7.000 tifosi, anche quelli che stavano per lasciare lo stadio, perdono la voce con un urlo di gioia che forse mai più si è sentito al Tupparello, e Papadopulo arriva fino a centrocampo esultando alla Mourinho; in realtà in campo entra chiunque, fotografi, addetti alla sicurezza, tifosi. Un’esplosione di giubilo che sa di liberazione e speranza salvezza, perché i siciliani hanno un punto in più del Pescara quartultimo e possono andare ad Ancona con fiducia.

Solo che la partita al Del Conero inizia malissimo. Dopo un giro di lancette, Hervatin porta avanti i padroni di casa. Al 21’ Morello batte un calcio di rigore, ma apre troppo il destro e spedisce a lato. 20 minuti dopo ci pensa Orazio Sorbello a rimettere in equilibrio la sfida. La gara finirà così, mentre il Pescara vince 2-0 col Cosenza e si salva, nonostante abbia totalizzato 35 punti come i siciliani e il Pisa, per una classifica avulsa migliore. Dunque, tra Acireale e toscani sarà spareggio.

Il 14 giugno 1994 all’Arechi di Salerno va in scena la partita del dentro o fuori: 5.000 acesi, poco meno i pisani. Ad Acireale città non c’è nessuno in giro. Tutti sono sintonizzati su Rai 2. E la partita è un’ansia continua, non tanto per le occasioni, invero poche, ma perché rimane sul filo del rasoio, per 120 minuti. Anconetani è in panchina, molto preoccupato. C’è un solo vero sussulto: al 92’ su punizione, Antonioli fa capire che carriera avrà in futuro, respingendo sulla linea la conclusione calibrata e precisa di Salvatore Tarantino. Dunque, calci di rigore.

  • 1° Rigore Pisa: Pasquale Rocco si presenta sul dischetto, ma Carmine Amato respinge la conclusione a mezza altezza.
  • 1° Rigore Acireale: Tarantino stampa il pallone sulla parte bassa della traversa.
  • 2° Rigore Pisa: Franco Rotella colpisce ancora la traversa.
  • 2° Rigore Acireale: Fabio Favi sigla l'1-0 granata.
  • Sequenza successiva: Bosco pareggia (1-1), Migliaccio fa 2-1, Farris fa 2-2, Mazzarri firma il 3-2. Šušić scivola ma realizza il 3-3.
  • Rigore Decisivo: Spetta a Giacomo Modica. Con rincorsa breve di sinistro, piazza la palla a mezza altezza alla destra di Antonioli, che intuisce ma non ci arriva.

Modica con le braccia aperte corre verso la curva opposta, dove ci sono i suoi tifosi. Una grande storia è stata e verrà raccontata, una grande impresa è stata compiuta. L’Acireale è salvo al suo primo storico anno in Serie B.

La beffa del secondo anno (1994/95)

La seconda stagione tra i cadetti degli acesi parte con dei cambiamenti: Papadopulo viene sostituito da Fausto Silipo, arrivano inoltre due calciatori che saranno protagonisti del campionato, Gaetano Vasari, centrocampista, e Andrea Pistella, attaccante, come pure i centrali Tommaso Napoli, Antonio Sconziano e Massimiliano Notari. Nel mercato invernale però andranno via pilastri come Logiudice, Migliaccio e Di Dio.

L’annata ha un andamento strano: l’Acireale parte bene ma poi va sempre in affanno, eppure dà l’impressione di potersi confermare in categoria. Pistella si rivela il trascinatore a suon di gol (nove) e non fa rimpiangere troppo l’ormai evanescente Sorbello; Modica ne realizza cinque, quattro invece Vasari. Giungono vittorie importanti, contro Atalanta, Palermo e Piacenza (nerazzurri e biancorossi andranno in A) e ai danni di battistrada per la salvezza come Lucchese, Como e Cosenza, quest’ultima al 38° turno.

Tuttavia, la contestuale vittoria della Lucchese sui piacentini condanna l'Acireale: i toscani scavalcano i siciliani di un solo punto, condannandoli alla C1 nonostante i 41 punti conquistati (+6 rispetto al 1993/94). La storia dei granata in B si chiude qui, con l’amaro in bocca, ma con l’orgoglio di una salvezza conquistata dodici mesi prima, ai rigori di uno spareggio e in una Serie B proibitiva dove non si sono nutriti mai timori reverenziali. Una storia di sentenze, spareggi, bandierine e Serie B.

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