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I giocatori dell'Udinese festeggiano sotto il settore ospiti dello Stadio Olimpico la prima storica qualificazione in Coppa UEFA il 1° giugno 1997

L'Udinese conquista per la prima volta l'Europa

Giugno 1997
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Ci sono date che non sono semplici giorni sul calendario ma confini tra il "quello che c'è stato prima" e "quello che c'è stato dopo". Per il popolo friulano, quell'istante è impresso il 1 giugno 1997 allo Stadio Olimpico di Roma.

Solo due anni prima, l’Udinese faticava nei campi della Serie B mentre quel pomeriggio, ai ragazzi di Alberto Zaccheroni, basta un punto per spalancare le porte dell'Europa. Infatti, l'Udinese arriva all'ultima giornata con tre punti di vantaggio sul Bologna. Un pareggio basterebbe a blindare il sesto posto e la prima storica qualificazione a una coppa europea in oltre cent'anni di storia del club.

Di fronte c’è una Roma ferita da una stagione difficile ma pur sempre desiderosa di far bella figura davanti ai propri tifosi. L'Udinese, invece, è una squadra che non sa fare calcoli e gioca il suo calcio coraggioso.

La tensione si scioglie intorno alla mezz'ora quando il portiere giallorosso Berti rimedia un cartellino rosso che spiana ai bianconeri la strada verso il sogno. In tre minuti, il destino si compie. Paolo Poggi apre le marcature al 42’ e Oliver Bierhoff, con la sua consueta imperiosità aerea, raddoppia allo scadere del tempo.

Il sigillo finale di Bia all'87' fissa il punteggio sullo 0-3 che regala ai bianconeri non solo il passaporto per la Coppa UEFA ma un incredibile quinto posto ai danni della Sampdoria.

Mentre tremila tifosi friulani trasformano il settore ospiti dell'Olimpico in un pezzo di Udine, quindicimila cuori battono all'unisono in Piazza Primo Maggio, stretti attorno a un maxischermo con le lacrime agli occhi. La festa poi continua fino all'alba tra le strade della città segnando di fatto l'inizio di un'epoca d'oro per la società friulana.

Se la prima volta non si scorda mai, l'Udinese di Zaccheroni resta, ancora oggi, il racconto più romantico di una provincia che decide di prendersi il proprio posto tra le stelle del calcio europeo. Perché la prima volta non è solo un ricordo ma un frammento di eternità che continuerà a battere sempre nel cuore di chi c'era.

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