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Germán Denis, la storia del Tanque

Freddo, cinico, grande realizzatore, eroe dell’Atalanta prima di Gasperini: la storia de El Tanque Denis, un ragazzo di Buenos Aires che il destino ha legato per sempre con quella dei nerazzurri di Bergamo.
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Germán Denis - Illustrazione Tacchetti di Provincia

Prima di Zapata e Muriel, prima dell’Atalanta di Gasperini, e quando ancora a Bergamo pensare di spendere più di cinque milioni per un giocatore era considerata follia, c’era un attaccante argentino che per molti anni si è fatto carico di tirare la carretta.

Chi ha seguito il calcio in quel periodo - e parliamo di tempi recenti, dal 2011 al 2016 - non potrà non ricordarsi di German Denis, per tutti El Tanque (il carro armato), il ragazzo di Buenos Aires capace di segnare 56 gol in 153 partite di Serie A con la maglia di un’Atalanta che ancora certo non vantava il gioco spumeggiante degli ultimi anni.

Un calciatore umile e determinato che ha saputo credere nelle proprie capacità fino alla fine. Anche se, a dire il vero, di fine non avrebbe senso parlare, perché German calca ancora i campi del Bel Paese con la maglia della Real Calepina, squadra di Serie D con sede nella sua Bergamo.

Insomma, a 41 anni l’amore tra il Tanque e il pallone sembra più forte che mai!

Prima dell'Italia

Il giovane German Denis cresce tra le strade di Lomas de Zamora, un distretto della cosiddetta Grande Buenos Aires, l’area metropolitana della capitale argentina.

Compie tutta la trafila delle giovanili in una piccola squadra di provincia di cui è grande tifoso, il Talleres, società dove circa dieci anni prima era transitato anche un certo Javier Adelmar Zanetti.

Piccolo flash forward: German resterà per sempre legato al Talleres, che sosterrà nei suoi momenti di difficoltà finanziaria con generose donazioni. Appena due anni fa, per esempio, il Tanque ha provveduto all’acquisto del cemento necessario per il rifacimento dello stadio in cui, da bambino, aveva indossato le sue prime scarpette da calcio.

Il giovane attaccante cresce, matura un fisico imponente che gli vale il suo celebre soprannome. Pur non essendo propriamente un colosso - German ha una statura di 183 centimetri, insomma alto ma non altissimo - trova nel colpo di testa la specialità della casa, e comincia a segnare valanghe di gol.

Passa presto in Serie B argentina, nel Quilmes, e infine approda nella prima divisione con il passaggio al Los Andes, squadra di Lomas de Zamora, casa sua.

Al termine della seconda stagione arriva la retrocessione, ma German è forte, fortissimo, e a soli vent’anni colleziona 19 reti in 28 presenze nel massimo campionato argentino.

Viene notato da alcuni scout internazionali del Cesena, e da quel momento la sua storia si intreccerà per sempre con quella della nostra Penisola.

Il difficile approdo in Italia

È l’osservatore Franco De Falco, in seguito Ds di Piacenza, Reggiana e Triestina, a volere fortemente Denis in Italia.

"Certo che mi ricordo di lui”, dirà in seguito, “alla lunga posso dire di averci preso, anche se devo essere sincero: non pensavo potesse arrivare a livelli così alti”.

Purtroppo, però, German si ritrova ad affrontare un contesto molto complesso al momento del suo arrivo in bianconero: i rapporti tra De Falco e la dirigenza si sono molto deteriorati, e per di più mister Iachini non sembra credere particolarmente nel giovane argentino. Come se non bastasse, subisce un infortunio che lo tiene lontano ai box per diverso tempo e si ripresenta in campo fuori forma.

Chiude la sua esperienza al Cesena con appena 3 reti in 29 partite. Questo è il punto più critico della carriera del Tanque: il sogno di sfondare nel calcio che conta sembra svanire, tanto che il giovane attaccante si rassegna ad un ritorno in patria che sa di fallimento.

Eppure siamo certi che molti di voi non si ricordassero di questa deludente prima esperienza di Denis in Italia. Confermate? Bene, significa che l’esperienza che ha lasciato veramente il segno nei cuori e nelle menti dei tifosi italiani è stata la seconda, quella di Bergamo, quella vera!

Il Tanque si rialza

Di nuovo Argentina, dunque.

Il Cesena lo ha girato in prestito con diritto di riscatto all’Arsenal de Sarandi, squadra ancora una volta stanziata nella Grande Buenos Aires, e la cifra del riscatto è sufficientemente modesta da lasciar intendere che la squadra italiana non riponga una grande fiducia nel riscatto del giovane German.

Ma il Tanque non è un carro armato solo nel fisico. La sua determinazione e la sua caparbietà sono ancor più solide della sua corporatura, Denis è ancora un ragazzo, sa di poter ancora sfondare.

Con l’Arsenal torna a segnare, tanto da regalare alla squadra il piazzamento più alto che avesse mai ottenuto nel torneo di Clausura: la squadra di Sarandi lo riscatta convintamente. Pochi anni più tardi il Cesena rimpiangerà di aver raccolto appena 50mila euro dalla sua cessione!

Denis viene in seguito venduto al Colón, a Santa Fe, e poi all’Independiente, una delle squadre più forti del campionato argentino, nonché terzo club più titolato al mondo.

Con la maglia scarlatta dell’Independiente Denis si conferma un attaccante di altissimo livello, pronto finalmente al ritorno - e al riscatto - in Serie A.

Vuelvo a Italia

Il Tanque viene acquistato dal Napoli per 7.5 milioni di euro nell’estate del 2008 - ed è qui che, come accennato poche righe più su, la dirigenza del Cesena si sarà con ogni probabilità mangiata le mani.

L’attaccante argentino arriva nella città partenopea carico come una molla: l’allenatore è Edy Reja, l’avversario di reparto Marcelo Zalayeta, le sue spalle due giocatori come Ezequiel Lavezzi e Marek Hamsik.

German è ormai pienamente maturo per un campionato di livello come la Serie A, e lo dimostra fin dalla prima stagione segnando 8 gol, uno in più del Pocho e appena uno in meno rispetto a Marek. Riscatto completato. Il Tanque si ferma qui? Assolutamente no, anzi, le pagine più belle della sua storia calcistica devono ancora essere scritte.

Dopo due ottime stagioni tra gli Azzurri, Denis si sposta nel Nord Italia: l’Udinese ha messo gli occhi su di lui, il Napoli non vuole privarsene, ci si accorda per una comproprietà.

In bianconero non segna molto, appena 4 reti in 25 presenze, ma è veramente difficile fare di meglio quando davanti hai due giocatori come Alexis Sanchez e Antonio Di Natale. Ormai il valore del Tanque è chiaro a tutti, e l’Udinese lo riscatta.

Finalmente la Dea

Arriviamo così al capitolo più famoso della storia di German Denis: i suoi cinque anni con la maglia dell’Atalanta.

La squadra bergamasca lo preleva dall’Udinese in prestito con diritto di riscatto nel 2011, e mai decisione si rivelò più giusta: la curiosa coppia composta dal possente Denis e dall’agile e brevilineo Maxi Moralez funziona fin da subito, tanto che già all’esordio il Tanque fornisce il primo assist per il compagno di squadra.

Sarà questo l’inizio di cinque anni meravigliosi, il primo dei quali si chiude con ben 16 reti e 3 assist all’attivo, bottino che convince la dirigenza della Dea a riscattarlo dall’Udinese.

Nella prima stagione in nerazzurro Denis mette a segno due doppiette e una tripletta, caricandosi sulle spalle il peso offensivo della squadra e conquistando il cuore dei tifosi di Bergamo.

In questi cinque anni German stabilisce una valanga di record per la Dea.

Tra i tantissimi dolci ricordi in maglia nerazzurra ne spicca forse uno in particolare: la straordinaria tripletta messa a segno contro gli altri nerazzurri, quelli di Milano nella rocambolesca vittoria esterna contro l’Inter a San Siro per 4-3 del 7 aprile 2013.

Al ventesimo minuto del secondo tempo, l’Atalanta è sotto per 3 a 1. La partita sembra chiusa e i padroni di casa iniziano a tirare i remi in barca, mentre gli orobici cominciano a rassegnarsi ad un rientro a casa accontentandosi di aver segnato il gol della bandiera alla Scala del calcio.

E invece il Tanque non ci sta: Ranocchia commette fallo su Livaja, il calciatore cade in area: è rigore. Denis si presenta sul dischetto e non sbaglia.

Sei minuti più tardi l’argentino segna il suo secondo gol, altri sei minuti e arriva il terzo: è 4 a 3 per la Dea, rimonta completata. I tifosi atalantini sono in delirio, German Denis è il primo calciatore della storia dell’Atalanta a segnare una tripletta a San Siro.

Nella sua ultima stagione in nerazzurro Denis segna il suo gol numero 54, diventando così il calciatore straniero più prolifico della storia della Dea.

In seguito il suo record verrà superato da ben 4 giocatori: Zapata, Ilicic, Gomez e Muriel, tutti grandi protagonisti nell’Atalanta di Gasperini, famosa per il suo gioco spumeggiante e ricco di gol.

German Denis, però, è stato raggiungere questi numeri elevatissimi in una squadra che oggettivamente non poteva vantare tutta la qualità che mister Gasperini ha avuto a disposizione nelle ultime stagioni, e se oggi possiamo ammirare un gioco così divertente ed emozionante è anche grazie a pionieri come il Tanque che hanno preparato il terreno agli ottimi giocatori che oggi calcano il campo del Gewiss Stadium.

Resta solo l’amaro in bocca per non averlo potuto veder duettare con Muriel e Ilicic, o fare da sponda agli inserimenti di Pasalic e Malinovskiy, o convertire in rete i cross di Gosens e Hateboer.

Appena cinque giorni fa, alla domanda di un giornalista di Calciotoday se nel suo cuore nutrisse qualche rimpianto nei confronti del suo passato calcistico, l’attaccante ha risposto:

“L’unico potrebbe essere quello di essere andato via dall’Atalanta quando le cose stavano cambiando. Avevo già 34 anni, quasi 35, e ovviamente era diverso, ma lavorare con Gasperini, che è un tecnico molto esigente, e con i suoi metodi mi sarebbe servito tanto.”

Dopo la Dea

Quando finisce una relazione importante come quella tra German e l’Atalanta è facile sentire il bisogno di riscoprire sè stessi ripartendo dalle proprie origini e tornando là dove si era stati felici.

Così il Tanque torna nel suo Independiente, otto anni più vecchio e otto anni più saggio.

Con i Re di Coppe Denis gioca una buona stagione, dimostrando, a ben 35 anni, di poter ancora dire la sua ad alti livelli, e l’anno successivo si sposta nella vicina Lanús, sempre nella massima serie argentina. A Bergamo German aveva trovato una seconda casa, ma l’attaccante non ha dimenticato che tutto era partito da lì, dalla grande città metropolitana di Buenos Aires.

In seguito, una breve esperienza tra i peruviani dell’Universitario e infine il ritorno in Italia: nel 2019 l’instancabile Tanque firma un contratto con la Reggina, che in quell’anno milita in Serie C.

In Amaranto si toglie molte soddisfazioni e sigla molte reti: in un solo anno diventa il calciatore straniero più prolifico della storia della squadra e, nel 2022, diventa anche il marcatore più anziano di sempre. La sua ultima rete coi calabresi, infatti, la realizza alla veneranda età di 40 anni e 7 mesi!

E adesso?

Insomma, Denis ha l’entusiasmo di un ragazzino, e la sua carriera sembra non finire mai.

È notizia molto recente (10 settembre, il giorno del suo 41esimo compleanno) il suo passaggio alla Real Calepina, in Serie D italiana. La squadra ha sede a Telgate, appena fuori da Bergamo, città che è rimasta nel cuore dell’attaccante argentino.

Noi, naturalmente, ci auguriamo che il Tanque abbia voglia di regalarci ancora tante emozioni prima di slacciarsi gli scarpini per l’ultima volta.

Leggi anche la storia dell'Atalanta, la bella di notte, la squadra del sogno infranto.

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