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Michele Marcolini, un italiano a Malta

Da giocatore era un centrocampista dinamico con una buona visione di gioco, bandiera del Chievo. Dopo il ritiro, Michele Marcolini , diventa allenatore e dopo una lunga gavetta culminata con la vittoria della Coppa Italia di Serie C con l'Alessandria, decide di sposare il progetto tecnico della Federazione maltese e diventare CT della Nazionale e Direttore Tecnico di tutto il movimento calcistico maltese.
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Michele Marcolini - Illustrazione Tacchetti di Provincia

C’è chi lo ricorderà per quello straordinario gol da centrocampo segnato al Bologna con la maglia del Chievo il 17 aprile 2011. Chi ha più inverni alle spalle invece magari ricorderà il padre, Antonio Marcolini, grande bandiera del Savona negli anni 70, o magari addirittura il nonno Roberto Longoni, anche lui simbolo della città ligure addirittura nel calcio degli anni 50.

In ogni caso, Michele Marcolini ha raccolto con entusiasmo l’eredità dei predecessori illustri della sua famiglia distinguendosi prima come calciatore e oggi come Commissario Tecnico della Nazionale di Malta, che guida dal 2022.

Brillante e determinato, Marcolini è un altro dei tanti expat calcistici italiani che portano alto l’onore del Bel Paese in giro per il mondo.

Il calciatore

Michele Marcolini nasce a Savona il 2 ottobre 1975, sotto il segno zodiacale del pallone da calcio. Non a caso, suo nonno Roberto Longoni era un centrocampista di vaglia, bandiera del Savona, e anche il padre Antonio ha calcato i campi negli anni '70. Seguendo le loro orme, Michele inizia la sua carriera calcistica nelle giovanili del Torino, per poi esordire in Serie C1 con il Sora nel 1994.

Dopo tre stagioni al Sora, nel 1997 arriva la grande chiamata: la Serie A con il Bari. Qui Marcolini rimane per quattro stagioni, collezionando 86 presenze e 5 reti. Si distingue come centrocampista d'ordine, grintoso e dotato di visione di gioco, con un tiro dalla distanza niente male.

La sua duttilità lo porta a vestire le maglie di Atalanta, Vicenza e Chievo, dove disputa addirittura la Champions League nel 2006 - i Clivensi erano stati promossi al quarto posto quando la ghigliottina della giustizia sportiva era calata spietatamente su molti club di Serie A in seguito allo scandalo Calciopoli.

Coi gialloblù Michele disputa cinque ottime stagioni e, proprio all’ultimo anno a Verona, riesce a togliersi la grande soddisfazione di segnare il gol più bello della sua carriera al Bentegodi davanti ai suoi tifosi contro il Bologna.

Minuto 83: Marcolini calcia di prima un pallone che vaga rasoterra per il centrocampo con un gesto fluido e preciso. La traiettoria è perfetta: la palla sorvola la barriera e si abbassa all'improvviso, beffando il portiere del Bologna Viviano che si inchina di fronte a un gol capolavoro. Un lampo di classe che decide la sfida e regala tre punti d'oro al Chievo. Ma per Marcolini è anche il simbolo di un periodo d'oro della sua carriera. Un gol che rimarrà per sempre impresso nella memoria dei tifosi clivensi.

Nel 2013, dopo un'ultima stagione al Lumezzane, appende le scarpette al chiodo, chiudendo una carriera da calciatore ricca di soddisfazioni.

Dal campo alla panchina

La passione per il calcio non si esaurisce con il ritiro. Marcolini intraprende la carriera da allenatore, iniziando la gavetta alla guida del Lumezzane, club con cui aveva concluso la sua carriera da calciatore, e poi guidando diverse squadre in Serie D e Lega Pro, tra cui Pavia, Santarcangelo e Pro Patria.

Nel 2017 la svolta: subentra sulla panchina dell'Alessandria in Serie C, conducendo la squadra alla vittoria della Coppa Italia di Serie C. Il successo non passa inosservato e tra 2018 e 2022 si siede sulle panchine dell’Albinoleffe, del suo Chievo e del Novara.

Durante tutto questo percorso Michele continua incessantemente a studiare e formarsi per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze tecniche e tattiche e compie un po’ alla volta tutta la trafila dei patentini UEFA, arrivando a ottenere il patentino UEFA Pro nel 2018.

A Malta

Nel 2022, Marcolini accetta una sfida affascinante: diventare il nuovo commissario tecnico della nazionale maltese. Un'avventura che lo proietta sulla scena internazionale, dove ha l'opportunità di confrontarsi con i migliori allenatori d'Europa.

Arriva sulla panchina della Nazionale sostituendo un altro Italiano, Devis Mangia, che era stato sospeso dall’incarico in seguito ad accuse di molestie sessuali (da cui verrà poi scagionato).

Il ruolo di CT di Malta non è semplice, sia per questioni meramente pratiche (imparare il maltese in tempi brevi è un’impresa non da poco) sia per la natura stessa del ruolo di allenatore della Nazionale in quest’isola:

"Qui mi chiamano head coach. Oltre a organizzare le finestre internazionali con la Nazionale Maggiore, il mio compito è infondere le linee guida a tutte le selezioni giovanili. Un ruolo impegnativo, ma molto gratificante".

Insomma, il CT maltese non è solo una guida tecnica ma è l’organizzatore stesso dell’intera struttura di reclutamento dei giovani talenti dell’isola e del resto, come dice lo stesso Marcolini, il suo lavoro consiste per il venti per cento nel ruolo di selezionatore e per l’ottanta nelle attività di sviluppo del calcio maltese.

Detto questo, Michele ci tiene anche a specificare che la sua vita a Malta proprio schifo non fa:

"Il primo bilancio è molto positivo. Mi trovo in un Paese con un clima meraviglioso, ricchissimo di bellezze naturali: coste, scogliere, panorami che lasciano a bocca aperta. A volte sembra di essere dentro una cartolina. E quando non giochiamo, sono sempre in ufficio - spiega - Dalle 9 alle 19, non l'avevo mai fatto prima. La prima cosa che mi viene chiesta è dare l’esempio a livello comportamentale e umano. Credo che questa sia una buona base di partenza, oltre che nel mondo del lavoro, per la vita in generale".

Finora i risultati non sono stati entusiasmanti a livello prettamente statistico (l’ultimo incontro di ottobre ha visto l’Italia di Spalletti prevalere per 4-0 sui ragazzi di Marcolini) ma nelle ultime uscite i Maltesi hanno fatto intravedere una maggiore grinta e un gioco più interessante, segno che il lavoro del mister comincia a dare i suoi frutti.

Ai nostri lettori consigliamo caldamente di non perdere d’occhio la Nazionale maltese, perché come abbiamo già detto il lavoro che Marcolini sta mettendo in atto parte da lontano e mira a cambiare in maniera strutturale il sistema calcistico dell’isola, per cui ci vorranno potenzialmente ancora degli anni per raccogliere i primi frutti. Ma quando saranno maturi, potrebbero essere sorprendenti.

In bocca al lupo Mister!

Racconto a cura di Andrea Possamai

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