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Francesco Bravo detto Cece l'unico ultras del Portogruaro sempre presente in trasferta nell'anno della Serie B 2010-2011
12 Giugno 2026

Il miracolo del Portogruaro e la leggenda di Cece, l'ultras solitario

Nel 2010 il Portogruaro-Summaga firma l'impresa più incredibile della sua storia conquistando la Serie B al 90' contro il Verona. Riviviamo l'epica e sfortunata stagione dei granata in cadetteria: dal debutto a Udine ai gol di Altinier, fino alla leggenda di Cece, l'unico tifoso sempre presente in trasferta.
Scritto da Carmelo Bisucci

Una meteora del calcio professionistico: il Portogruaro conquista una storica e inaspettata promozione in Serie B nel 2010, dopo una lotta serrata con l’Hellas Verona. Tra lo stadio da rinnovare per il grande palcoscenico e trasferte sfortunate seguite da un solo fedelissimo tifoso, il Porto lotta per mantenere vivo il sogno, ma cede alla distanza, regalando comunque un sogno a una cittadina sempre messa in ombra dal Venezia.

Il miracolo del Portogruaro: quando la provincia fa la storia

Verona, Stadio Bentegodi, 9 maggio 2010. L’Hellas, in Lega Pro ormai dal 2007, sta cercando la promozione in Serie B. Ha condotto il campionato praticamente sempre, ma nel turno precedente ha dilapidato il vantaggio perdendo a Rimini e adesso si ritrova scavalcato in classifica.

Ad avere in mano il destino, dopo aver tallonato gli scaligeri, è la squadra che non ti aspetti: il Portogruaro-Summaga, 56 punti, contro i 55 dei gialloblù, ora secondi in condominio col Pescara.

L’ultima giornata prevede proprio la sfida tra i veronesi e la capolista, è il verdetto finale. 30.000 spettatori sperano uniti nel controsorpasso, ma l’undici di Alessandro Calori compie l’impresa: quando lo 0-0 sembra scolpito nel marmo, proprio al 90’ Cristian Altinier rimette al centro un traversone che Riccardo Bocalon scaraventa in rete con una sforbiciata da incorniciare.

È fatta, il Portogruaro è in Serie B per la prima volta nella storia. Una sorpresa incredibile, entrata nella storia. 

L’esilio forzato a Udine e l’avvio di stagione

C’è da preparare la stagione più prestigiosa mai disputata dal Portogruaro-Summaga. La società si chiama così perché dal 1990 era “accorpata” al Summaga, compagine di una frazione di 2000 abitanti, che si ritrova a vivere un sogno insieme ai 24000 portogruaresi. Calori lascia la panchina per accasarsi al Padova, così inizialmente il presidente Francesco Mio si affida a Eugenio Corini. Ma dopo appena cinque giorni, dietrofront.

Così viene ingaggiato Fabio Viviani, che da calciatore aveva scritto pagine indelebili di storia a Vicenza. E poi c’è il problema stadio: il Pier Giovanni Mecchia non è a norma per la Serie B e deve essere adeguato, si opta perciò per il Friuli di Udine. L’esordio qui arriva il 14 agosto 2010, al secondo turno di Coppa Italia, quando Altinier e capitan Cunico piegano 2-1 il Sudtirol, per poi cedere alla Lazio in ottobre.

Il 22 agosto 2010, sempre al Friuli, il “Porto” ospita il Cittadella per il suo battesimo in cadetteria. A Udine si presentano in quasi mille spettatori e la squadra gioca bene. Va in vantaggio con un autogol, dopodiché è il diciottenne Mirko Giacobbe a siglare il definitivo 2-0. Sono i primi storici tre punti in Serie B

A Vicenza invece i ragazzi di Viviani cedono 4-1. Ma sembrano esserci speranze concrete per giocarsela. Davanti al portiere Francesco Rossi, ci sono due difensori d’esperienza come Filippo Cristante, ex Messina e Mantova, e Ivan Franceschini, con un passato alla Reggina e al Torino, che arriverà a gennaio. Poi il confermatissimo Adrian Madaschi, all’epoca nazionale australiano, con inizialmente Andrea Pisani e Vittorio Gargiulo a completare il pacchetto arretrato. Il centrocampo è il reparto che farebbe ben sperare: oltre al fedelissimo Marco Cunico arrivano infatti Tarana dal Mantova, Espinal, più Schiavon, che giocherà in A con la SPAL, e Scozzarella, che andrà al Parma. Giungono pure due ex Napoli rimasti calcisticamente incompiuti, Nicolas Amodio e Pià, il quale si aggiunge ai già citati Bocalon e Altinier, mentre l’ultimo colpo in attacco è l’ex Cittadella Federico Gerardi.

Il Portogruaro ha un buon rendimento iniziale: vince in “casa” col Sassuolo, grazie al primo gol proprio di Gerardi, perde a Frosinone ma pareggia 0-0 a Livorno, per poi battere al Friuli l’Ascoli 2-1 al 90’ (Gerardi, Cunico). A questo punto inizia un calo vistoso: i granata non vincono per undici turni di fila. Non giova nemmeno troppo il ritorno al Mecchia, pronto a fine ottobre, perché si ottengono solo quattro pareggi, di cui tre tra le mura amiche.

Fuori casa le difficoltà sono evidenti, l’unica partita in cui il Porto sembra poter portare a casa l’intera posta, a Pescara, subisce la rimonta per 4-2. Questo risultato costa la panchina a Fabio Viviani, così il Portogruaro, ora ultimo, viene affidato ad Andrea Agostinelli.

Il digiuno da vittorie si interrompe l’11 dicembre, nel modo più rocambolesco possibile. A Empoli, Soriano porta avanti i toscani al 79’, ma Cunico pareggia otto minuti più tardi. Neanche il tempo di rimettere la palla al centro, 2-1 di Salvatore Foti. Sembra finita, ma nel recupero Altinier e Schiavon segnano permettendo ai granata di espugnare il Castellani, regalando al Porto i primi tre punti lontano da casa. 

Tanta lotta e la leggenda di "Cece"

Quei tre punti conquistati in Toscana fanno esplodere di gioia il settore ospiti del Castellani. Lì, a sostenere i granata, c’è un solo tifoso. E non è un caso isolato. A seguire il Portogruaro in giro per l'Italia, tranne a Vicenza, dove si registra una decina di presenze, c’è sempre e solo un uomo: si chiama Francesco Bravo, ma per tutti è "Cece". Un ultras d'altri tempi, munito di sciarpa, bandiera e del suo iconico striscione "Porto e m'illumino d'immenso ... 'ndemo... Cece". In un'epoca in cui i social non sono ancora così invasivi, la sua storia diventa virale, tanto che nasce una celebre pagina Facebook a lui dedicata: “Unico tifoso del Portogruaro ad andare in trasferta”.

Nota romantica: Mentre il Portogruaro affrontava giganti storici come Torino, Atalanta ed Empoli, Cece viaggiava da solo da un capo all'altro della penisola, diventando il vero simbolo di quella Serie B e incarnando l'essenza più pura del calcio di provincia.

Agostinelli ridà un po’ di speranza ai veneti: arrivano due pari (contro il Modena e a Cittadella) e due vittorie 1-0 contro il Vicenza e a Reggio Emilia sul Sassuolo (qui l’unico gol di Pià col Porto). A gennaio, per dar manforte ai granata sono arrivati Babuin, Cibocchi e l’ex Bari Marco Esposito per puntellare la difesa, oltre al già citato Franceschini, mentre come centrocampisti di inserimento vengono acquistati Ledian Memushaj, futura conoscenza della Serie A con Pescara e Benevento, e Francesco Scarpa. Va via invece Bocalon, eroe della promozione.

Il Porto perde col Frosinone di rigore, ma batte al Mecchia il Livorno 2-0. Poi due sconfitte e due pari, prima di due successi (vs Albinoleffe e a Piacenza) e un 1-1 che farebbero ben sperare, soprattutto grazie ai gol di Altinier, vero trascinatore, che segnerà 13 gol. Ma qui si spegne il Portogruaro: nelle ultime otto gare, sette sconfitte e una sola vittoria, alla 37esima giornata, 2-1 al Franchi di Siena, lanciato verso la promozione con Antonio Conte in panchina. La squadra finisce dunque fanalino di coda, a 40 punti.

L’ultima gara in Serie B sarà Portogruaro-Crotone 2-3 del 29 maggio 2011, finita tra l’altro nel mirino dell’inchiesta Calcioscommesse, per la quale due anni dopo fu riconosciuta la colpevolezza del secondo portiere granata Furlan, comportando il -2 per il Porto in classifica nella Lega Pro Prima Divisione 2012/13, ultima stagione tra i professionisti per i veneti fino a oggi, che sono caduti per fallimento fino alla Promozione veneta. 

Sarà l'ultima stagione tra i professionisti dei veneti, prima di un triste fallimento societario che li farà sprofondare fino ai dilettanti. Una meteora durata lo spazio di un mattino ma rimasta impressa nel cuore di tutti gli appassionati di calcio. Perché il calcio di provincia, a volte, sa davvero regalare sogni da giganti. 

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