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Denis Godeas esulta con la maglia della Triestina dopo un gol
15 Aprile 2026

Denis Godeas, il bomber che ha segnato in tutte le categorie

La storia unica di Denis Godeas, attaccante capace di segnare in tutte le categorie del calcio italiano. Un viaggio tra professionismo e dilettanti, con la Triestina sempre nel cuore e un record storico costruito con 335 gol.
Scritto da Carmelo Bisucci

Quando si parla di bomber di provincia, i nomi che vengono alla mente sono diversi. Ci sono stati anni in cui la nostra Serie A e persino la Serie B vanta vano cecchini di prim’ordine in ogni squadra. Poi c’è un nome che fa categoria a sé, un nome che ha lasciato il segno in tutti i livelli del nostro calcio. Questa è la storia di Denis Godeas.

Gli inizi alla Triestina e la girandola di prestiti

Dopo essere cresciuto nel Medea, viene acquistato dalla Triestina quando ha appena sedici anni, nel 1991. Colleziona le sue prime cinque presenze in C1, trovando anche la gioia del primo gol. Passati tre anni, il suo cartellino diventa di proprietà dell’Udinese in Serie B, che lo gira in prestito sempre in terza serie. 

Segna due volte col Sora, sette col Prato e cinque coi grigiorossi della Cremonese. Nel 1998/1999 è a Livorno, prima di tornare a vestire la maglia degli alabardati in C2. Sette centri in tredici presenze, che valgono i playoff, poi persi. A seguito di due esperienze avare di soddisfazioni, prima in Olanda e poi in Serie B a Treviso, nel 2000/01 arriva la svolta della sua carriera.

Ormai Denis Godeas è un attaccante pronto, ariete d’area di rigore, alto e forte fisicamente, che sente la porta da ogni posizione.

La consacrazione a Messina e l'esordio in Serie A con il Como

Il Messina scommette su di lui. L’ambiziosa società siciliana lo chiama in C1 per cercare la promozione in cadetteria, che manca da nove anni. La stagione, per la verità, parte male, ma quando sulla panchina siede Carlo Florimbi le cose cambiano. Va in doppia cifra per la prima volta, dieci gol che aiutano il Messina a centrare i playoff. Nella memoria dei tifosi non possono non rimanere quelli segnati al Catania e al Palermo

La semifinale viene vinta contro l’Ascoli (Godeas segna al ritorno) dopodiché c’è la finale contro i rossazzurri: 1-1 in trasferta, vittoria al Celeste per 1-0 e il sogno Serie B si realizza. L’anno dopo, il centravanti migliora le sue statistiche e con quindici reti dà un contributo cruciale per salvare il Messina, in un campionato dove ci sono bomber del calibro di Luis Oliveira, Miccoli, Schwoch, Di Natale, Spinesi. E proprio la squadra del capocannoniere della Serie B 2002 Oliveira, il Como, investe su Godeas, portandolo in A. 

Il ritorno nell’olimpo calcistico per i lariani sarà disastroso e si concluderà con un mesto viaggio di ritorno in Serie B. Godeas trova il suo primo gol in A proprio alla prima giornata, nella sconfitta per 2-1 contro la Roma all’Olimpico. A gennaio 2003 scende di categoria e si accasa al Bari fino a giugno, segnando un gol. La nostalgia di casa però si fa sentire.

Il ritorno a Trieste e le esperienze a Palermo e Verona

L’amore per la Triestina è sempre forte, così per il 2003/04 è di nuovo in terra giuliana. Vi rimane per quasi tre anni, realizzando 35 gol. A gennaio 2006, dopo dissapori col presidente Tonnellotto e per dare respiro alle casse societarie, va in massima serie, accettando la proposta del Palermo.

Non è una scelta a cuor leggero, non solo perché lascia la sua terra, ma perché non ama essere un comprimario, nonostante sarebbe un salto in Serie A. In rosanero la concorrenza infatti è tanta. Tuttavia, Makinwa e Caracciolo non danno manforte a Di Michele, così Godeas scende in campo in quindici occasioni, con tre gioie, oltre a quella in Coppa UEFA, quando un suo gol permette ai siciliani di sconfiggere lo Slavia Praga e accedere agli ottavi.

In estate passa al Chievo, ma è una toccata e fuga: segna comunque il suo secondo gol in Coppa UEFA, contro lo Sporting Braga, nel terzo turno preliminare. A inizio 2007, torna in Serie B, vestendo la casacca del Mantova.

Il titolo di capocannoniere in Serie B, l’amore per Trieste e il Venezia

Con la società virgiliana esordisce nella prima storica sconfitta in Serie B della Juventus, e mette a referto sei marcature. È però nella stagione 2007/08 che arriva l’apice: gioca 41 partite e segna 28 gol, risultando il capocannoniere del torneo e trainando il Mantova quasi in zona playoff.

Alla soglia dei 33 anni, disputa la stagione più prolifica della sua carriera. Resta un’altra stagione in Lombardia, condita da ulteriori nove marcature, per poi operare il consueto nostalgico viaggio di ritorno alla Triestina. Gioca tre stagioni di fila, due in Serie B e l’ultima in Lega Pro, durante le quali arriva a superare i cento gol in B e le duecento presenze con i rossi alabardati, record curiosamente ottenuti entrambi il 2 ottobre, 2010 e 2011.

Fallita la Triestina, si sposta poi al Venezia dove mostra di non avere perso l’istinto del gol, realizzandone 18 e portando, coi playoff, i lagunari in Prima divisione. Nuova avventura in quel di Trieste, nella neonata Unione in Serie D, nuova categoria per lui, che battezza alla grande (17 centri).

In questo modo, diventa il miglior marcatore nella storia della Triestina con 90 gol. Saluta così definitivamente la sua squadra, quella che per prima ha creduto in lui e l’ha portato nel professionismo.

Nell’estate 2014 firma col Monfalcone, formazione goriziana militante in Eccellenza. Le sue 27 reti in 30 presenze guidano la squadra verso la D, categoria che verrà mantenuta, con un bottino di 19 gol per il bomber di Cormons. Poi decide di accettare il ruolo di allenatore-giocatore al Lumignacco, in Eccellenza, per la stagione 2016/17. Altre sedici perle in campionato e un buon quinto posto finale.

A questo punto ulteriore salto all’indietro: nel 2017/18 va in Seconda Categoria, nuovamente col Monfalcone. Nuovo campionato, nuovi gol per Godeas, 26 per la precisione, e Prima Categoria raggiunta. Numeri di non poco conto, se consideriamo che adesso ha 43 anni. 

Ma non può fermarsi adesso: gli è stato detto del record che potrebbe battere: segnare in tutte le categorie del calcio italiano. E quindi, come ha lui stesso dichiarato, nonostante le articolazioni non fossero d’accordo, va avanti.

Per il 2018/19 gioca e allena la Triestina Victory, piccola realtà vicina alla sua Triestina, in Terza Categoria: 27 gol in campionato. Mancano due categorie: Promozione e Prima Categoria. Per ottemperare alla prima mancanza, nel 2019/20 va in prestito per metà stagione al Trieste Calcio, con cui marca in quattro occasioni. A gennaio torna alla Triestina Victory e prima del Covid, riesce a segnare ancora quattro gol. L’unico modo per raggiungere la Prima Categoria era la promozione con la Victory, che riesce. Il 4 ottobre 2020, in Triestina Victory-Mariano 2-2, Denis Godeas, a 45 anni, trova la rete che lo consacra come il terzo calciatore, dopo Marcello Diomedi e Antonio Martorella, ad essere riuscito nell’impresa di segnare in tutte i campionati italiani professionistici e dilettantistici, più il bonus di aver colpito anche in Coppa UEFA.

Nel gennaio 2021, a seguito di altri tre acuti, appende gli scarpini al chiodo. La missione è compiuta. Un traguardo quasi non voluto, raggiunto per caso, ma certamente storico, frutto di un bottino di 335 gol.

Una carriera sui generis, fatta di tanti allontanamenti forzati dalla Triestina che ha sempre avuto nel cuore, ma che per motivi societari ha dovuto più volte abbandonare. Un cannoniere con l’egoismo e la fame del centravanti, con un carattere a suo dire spigoloso, perché voleva essere sempre al centro del progetto, giocare in Serie B quaranta partite piuttosto che venti in A spesso subentrando, e che solo col tempo è riuscito ad avere coscienza dell’importanza del recupero e della coralità di gioco.

Eppure, il destino aveva evidentemente tracciato tutto, facendone un girovago cannoniere pronto a gonfiare le reti di ogni campionato, dall’Olimpico di Roma ai polverosi campi provinciali di Trieste in Terza categoria.

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