Aleksandar Golovin, la stella svanita troppo presto
Aleksandar Golovin, classe 1996, si presenta ai Mondiali di casa (Russia 2018) come il simbolo di una Nazionale che vuole stupire e soprattutto fare bella figura.
L’intento sembra riuscire già nella partita d’esordio, che coincide con un roboante successo per 5-0 sulla malcapitata Arabia Saudita: proprio in questa partita Golovin mostra il meglio di sé regalando due assist e siglando l’ultima rete su punizione. La conferma contro l'Egitto, dove segna ancora e dimostra di avere una netta padronanza tecnica.
La Russia, nonostante il 3-0 subito dall'Uruguay nella terza ed ultima partita del girone, si assicura la qualificazione alla fase successiva.
La sfida valida per gli ottavi di finale premia ancora una volta i padroni di casa, che riescono nell’impresa di eliminare la Spagna ai calci di rigore, in seguito all’1-1 dei tempi supplementari.
Volati ai quarti in maniera totalmente insperata alla vigilia, i ragazzi guidati dal CT Stanislav Cherchesov affrontano la Croazia, ma stavolta i tiri dal dischetto saranno fatali per la rappresentativa russa: dopo il 2-2 dei 120 minuti, è 4-3 per i croati che vanno in semifinale e finisce il sogno Mondiale per la Russia.
Golovin è la stella della sua nazionale e su di lui c'è l'attenzione di moltissime big. Si mobilitano la Juventus e l'Arsenal, qualcuno parla addirittura di Barcellona. Ma il futuro per lui è diverso e non ha tinte luminose. Nessuna big del calcio europeo ingaggia il nativo di Kaltan: dal 2018, infatti, è passato al Monaco senza mai lasciare il segno e cadendo quasi nel dimenticatoio.