Salta al contenuto principale
Image
Franco Baresi saluta commosso il pubblico di San Siro durante la sua partita d'addio al calcio nel 1997

L'addio al calcio di Franco Baresi

Ottobre 1997
28

Il 28 ottobre 1997, all’età di trentasette anni, Franco Baresi dà l’addio definitivo al calcio giocato con una grande partita amichevole celebrata tra il Milan e una selezione di stelle mondiali. A San Siro sono in sessantamila a riempire gli spalti, e l'intero incasso della serata viene devoluto in beneficenza all'Unicef.

Sul prato della Scala del Calcio accorrono moltissimi campioni straordinari dell’epoca: da Fernando Hierro a Zico, passando per Romário, Hugo Sánchez, Jean-Marie Preud'homme, Jean-Pierre Papin e Gianluca Vialli, uniti alla sterminata schiera di leggende rossonere, da Carlo Ancelotti a Frank Rijkaard, da Marco van Basten a George Weah, fino a Roberto Donadoni, Ruud Gullit e Roberto Baggio. Tutti presenti per rendere omaggio al Grande Franco, ribattezzato in gioventù da Gianni Brera con l’affettuoso soprannome di “El piscinìn”, il piccolo, probabilmente a causa del suo esordio tra i professionisti avvenuto quando era ancora minorenne per mano di un visionario Nils Liedholm.

La passerella e le lacrime del Capitano

Nel corso della sua festa d'addio, Baresi si regala anche l'ultima gioia personale, firmando il gol del pareggio con un classico inserimento da dietro. Poi lascia il rettangolo verde e, mentre la partita prosegue tra gli applausi, si incammina per un lunghissimo e commovente giro di campo che mette ufficialmente la parola fine alla sua straordinaria carriera.

Una passerella emozionante con l'intero stadio in piedi a tributargli l'ultimo, eterno saluto, mentre Baresi scoppia in un pianto irrefrenabile, accompagnato in sottofondo dalle note di “Grande Grande Grande” di Mina e “The Best” di Tina Turner.

Dopo 719 partite disputate e 20 trofei conquistati con la stessa maglia, quel giorno viene ufficialmente ritirata la sua gloriosa maglia numero 6, decretando che nessun altro giocatore del Milan potrà più indossarla — un onore condiviso in seguito soltanto da Paolo Maldini con il suo numero 3. Il presidente Silvio Berlusconi, dal canto suo, gli consegna un simbolico Pallone d’Oro per colmare l'unico vuoto rimasto in una bacheca altrimenti stracarica di trionfi: 6 scudetti, 4 Supercoppe Italiane, 3 Champions League, 3 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e il titolo di Campione del Mondo conquistato con la Nazionale azzurra nel 1982.

Segui @tacchettidiprovincia