Il primo gol in Serie A di Pippo Inzaghi
Ci sono gol che sono di pura bellezza e altri che diventano il manifesto della carriera di un giocatore. Il 29 ottobre 1995, allo Stadio Tardini va in scena il Derby della Via Emilia tra il Parma di Nevio Scala e il Piacenza di Gigi Cagni. È l'ottava giornata di Serie A.
Pronti via e la gara è un susseguirsi di emozioni. Il Parma va in vantaggio due volte con le punizioni magistrali di Gianfranco Zola, ma il Piacenza risponde colpo su colpo, prima con Angelo Carbone e poi con il rigore di Caccia.
Scala manda in campo persino Hristo Stoichkov, ma il punteggio resta bloccato sul 2-2. All'87' minuto, l'allenatore del Parma si gioca la carta della disperazione e spedisce nella mischia un ragazzo di ventidue anni con il numero 16 sulle spalle: Filippo Inzaghi. Per il giovane attaccante la partita è lo specchio della sua anima: Piacenza è la squadra della sua città natale e con quella maglia è diventato grande trascinando il club in Serie A con 15 reti, soltanto un anno prima. Non è ancora il centravanti acclamato di fama mondiale, è solo un giovane guidato da un'ossessione feroce per il gol.
Minuto 92. Alberto Di Chiara scende sulla fascia sinistra e mette la palla in mezzo all'area. Pippo Inzaghi si catapulta sul pallone e tenta l'impatto al volo con il sinistro, ma la deviazione è sbilenca: svirgola la sfera, che gli colpisce il corpo. In quell'errore apparente si compie il miracolo dell'istinto. La palla non schizza via, rimane lì tra le sue gambe. In una frazione di secondo Pippo ritrova l'equilibrio e da due passi trafigge Massimo Taibi.
È la rete del 3-2 finale, il primo dei suoi 156 centri in Serie A. Inzaghi non esulta come al solito, per rispetto verso i suoi ex tifosi, mentre attorno a lui esplode la gioia del Tardini. È il manifesto perfetto di Super Pippo: un gol sporco, rabbioso, intriso di quel fiuto immortale che appartiene soltanto ai grandi bomber del nostro calcio.
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