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Francesco Totti esulta a braccia aperte sul prato di San Siro dopo il gol del cucchiaio contro l'Inter nel 2005

Il cucchiaio di Totti a San Siro

Ottobre 2005
26

Mercoledì 26 ottobre 2005, turno infrasettimanale di campionato: la prima Roma di Luciano Spalletti, ancora in cerca della propria identità tattica, arriva a San Siro. Di fronte c'è l’Inter di Roberto Mancini, una corazzata costruita per vincere tutto. Sulla carta i giallorossi non sembrano avere grandi chance di portare a casa punti, sia per lo strapotere nerazzurro, sia perché quell'impianto si è trasformato negli anni in un vero e proprio tabù per i capitolini.

Contro ogni pronostico, la squadra giallorossa scende in campo con serenità e sfoggia un calcio avvolgente, passando in vantaggio già al 12′ grazie a Vincenzo Montella. Poi, sul palcoscenico della Scala del Calcio, sale in cattedra Francesco Totti.

La magia che incanta il Meazza

Il Capitano giallorosso firma uno dei gol più spettacolari, iconici e rari di tutta la storia della Serie A. Totti fa praticamente tutto da solo: parte in discesa lungo la fascia sinistra, resiste con fisico ed eleganza alla carica di due avversari, e arrivato nei pressi del limite dell'area nota Julio César leggermente fuori dai pali. È un attimo: con un tocco d'esterno collo elastico da pura cineteca, Totti disegna una parabola aerea perfetta che scavalca il portiere brasiliano prima di adagiarsi dolcemente in rete. Un pallonetto fantastico che vale il raddoppio per la Roma.

I giallorossi ritrovano così la vittoria in casa dell'Inter (2-3 il risultato finale, sigillato da una doppietta personale del numero 10 con un secondo gol su rigore) dopo ben undici anni di digiuno. A fine gara, l'intero stadio si alza in piedi per dedicare una meritata standing ovation a Francesco Totti: un'opera d'arte calcistica entrata di diritto nella Hall of Fame del pallone.

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