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Rigobert Song, salvato dai Leoni

Rigobert Song è stato per lungo tempo il Capitano della Nazionale del Camerun, i cosiddetti Leoni Indomabili. Poi, quando un ictus se lo stava portando via, è stato il suo stesso paese a rispondere “presente” e a venire in suo aiuto.
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Rigobert Song - Illustrazione di Tacchetti di Provincia

È un tranquillo pomeriggio di inizio a ottobre a Odza, quando la tranquillità di questa cittadina del Camerun centrale viene scossa dall’abbaiare continuo e persistente di un cane. Un martello incessante, quasi a voler richiamare l’attenzione di qualcuno.

Un vicino di casa si insospettisce, e va a vedere cosa succede. Trova la porta della villetta attigua aperta, spalancata. Per terra, sul pavimento della cucina, giace un energumeno privo di sensi.

Sarà il look effervescente, sarà la stazza fisica. Sta di fatto che capisce subito di chi si tratta.

Quello che giace per terra è Rigobert Song. Una delle più grandi leggende del calcio africano, in generale, e camerunense, in particolare.

Non c’è un minuto da perdere. Il capitano va salvato!

A 18 anni al Mondiale

In Italia si chiamerebbe Rigoberto Canzone, è sembrerebbe più un personaggio di un trailer di Maccio Capatonda.

In realtà Song è un solidissimo, granitico difensore centrale, che conquista ben presto le luci della ribalta.

Già nel 1994, a soli 18 anni, prende il volo verso l’Europa, per cercare di trovare definitiva consacrazione in ciò che gli riesce meglio: giocare a pallone.

Lo aspetta il Metz, del quale diventerà un’autentica istituzione. Nel frattempo, ha fatto già in tempo a esordire con la maglia della propria nazionale, e a disputare con essa un Mondiale, quello di USA 94, dove diviene anche, nel match poi perso con i futuri campioni del Mondo del Brasile, il più giovane espulso nella competizione di tutti i tempi.

Dopo una comparsata nel nostro campionato, Song si sposterà in Inghilterra. Per giocare nel campionato più bello del mondo in uno degli stadi più belli del mondo: ad Anfield con la maglia del Liverpool. Prima di passare al West Ham.

Dopo una fugace esperienza in Germania, al Colonia, tornerà nel porto-sicuro della Francia, lì dove il calcio africano trova la sua maggiore sublimazione. Due stagioni con la maglia del Lens prima di prendere le chiavi della difesa del Galatasaray, dove per i tifosi sarà per sempre “Big Chief”, il Grande Capo.

Poi altre due stagioni sempre in Turchia, al Trabzonspor, poi lo stop per dedicarsi ad altro.

La leggenda di Rigobert Song

Meteora a Salerno

Già. Rigobert Song ha giocato anche in Italia. Anche se, onestamente, in pochi se ne sono accorti.

Se ne sono accorti sicuramente i tifosi della Salernitana, dal momento che, nell’estate del 1998, viene presentato come il grande colpo della campagna acquisti estiva della società campana. Si parla più di lui che dei vari Gattuso, Di Vaio e Di Michele. All’epoca solo giovani di buona prospettiva, e destinati poi ad avere, almeno nel nostro campionato, ben altro tipo di carriera.

Se ne sono accorti anche i tifosi della Roma, dato che, il 12 settembre sempre del 1998, Song insacca alle spalle dell’incolpevole Chimenti, una sponda aerea di Tosto su punizione ben calciata da Breda. I giallorossi si impongono poi per 3 a 1 in rimonta, grazie alla doppietta di Paulo Sergio e al gol di un imberbe Francesco Totti. Ma la rete del camerunense ha fatto venire brividi di paura al pubblico dell’Olimpico.

E poi? Poco altro, dal momento che Delio Rossi non lo schiererà praticamente più in campo, preferendogli regolarmente i vari Fusco, Bolic, Fresi e Monaco per la sua difesa a 3.

E al nostro povero Rigobert non resterà che fare le valigie, per tentare, come già detto, l’avventura inglese, con la prestigiosissima casacca rossa del Liverpool.

Rigobert Song segna il primo gol in Serie A per la Salernitana

I Leoni salvatori

Ma torniamo a quel disgraziato pomeriggio a Odza, nel Camerun Centrale.

Rigobert Song, che nel frattempo ha tentato una sfortunata avventura come commissario tecnico del modesto Ciad, per poi allenare la squadra A del Camerun (una specie di selezione nazionale, composta però da soli giocatori militanti in patria) giace riverso a terra.

Si scoprirà poi, una volta attivati i soccorsi, che ciò che rischia di troncargli la vita è un terribile ictus. Viene ricoverato e finisce pure in coma, per un non breve periodo.

Ma sopravvive.

Perché nel frattempo ci ha pensato il suo paese a salvargli la vita. Il governo camerunense, infatti, si addebita totalmente le spese mediche, pur di salvare la vita all’ex capitano dei Leoni Indomabili.

Grazie a questo prodigo intervento, Song si salva. E come segno di riconoscenza dal Camerun non si sposta più. Diventa dapprima commissario tecnico ad-interim della nazionale, nella sciagurata Coppa d’Africa del 2018, conclusa alla fase a gironi con un punto in 3 partite. Poi commissario tecnico dell’under 23, per preparare i ragazzini in vista del torneo di categoria del 2019.

Anche qui con poca fortuna.

Ma Rigobert Song ha un’altra fortuna. Il privilegio di raccontare la sua storia, il legame con il suo paese, con i Leoni Indomabili. Prima li ha guidati da capitano, in ben 4 coppe del Mondo. Poi, al momento del bisogno maggiore, sono stati proprio i suoi connazionali a venirgli in soccorso. 

Perché il capitano di mille battaglie, così, nel silenzio rotto solo dall’abbaio del suo cane, proprio non meritava di andarsene.

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