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La volpe che arriva all'uva

Le galoppate di Vardy, il doppio passo di Mahrez, le uscite di Schmeichel, il muro eretto da Morgan e Huth: sembra ieri, e invece sono passati 8 anni da quando sulle nostre TV e i nostri schermi le volpi blu hanno travolto la Premier League come un uragano.
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Leicester campione d'Inghilterra 2016 - Illustrazione Tacchetti di Provincia

È facile per noi ora commentare questa storia. È facile, ora che lo standard in termini di miracoli sportivi è stato alzato per sempre, dire che nel calcio queste cose succedono. Eppure chi legge oggi si ricorderà benissimo l’incredulità con cui noi appassionati avevamo seguito le prime pagine di questa storia straordinaria all’inizio di quella stagione di 8 anni fa. Perché di una storia straordinaria, nel senso più letterale del termine, indubbiamente si tratta.

Era il 2015. La Premier League inglese si apprestava ad accogliere una nuova stagione, carica di emozioni e colpi di scena. Tra le venti squadre pronte a darsi battaglia, una in particolare catturava l'attenzione: il Leicester City.

O meglio, non catturava affatto l’attenzione, è proprio quello il punto. Guidati da Claudio Ranieri, un allenatore navigato con un passato da girovago del calcio, le "Foxes" si presentavano ai nastri di partenza come gli underdogs per eccellenza. Una squadra modesta, formata da giocatori di talento ma privi di esperienza ad alti livelli, proveniente da una città che non aveva mai respirato l'aria del grande calcio.

In molti li davano per spacciati, destinati a lottare per la salvezza. Ma il destino, a volte, sa essere beffardo e meraviglioso allo stesso tempo.

La scintilla di un sogno

La stagione inizia con un avvio strano. Il Leicester parte subito con due vittorie contro Sunderland e West Ham ed è subito lì sopra a pieni punti con le grandi d’oltremanica. Sorprendenti queste Foxes, si dice, ma questi fuochi di paglia a inizio stagione ci sono sempre stati. E infatti seguono due pareggi che sembrano spegnere subito qualsiasi velleità di successo di questi ragazzi del centro dell’Inghilterra e rassicurare invece i più restii ai cambiamenti e i più avversi alle novità.

Eppure, sotto la sapiente guida di Ranieri, qualcosa inizia a cambiare. L'atmosfera in spogliatoio è magica, un mix di entusiasmo, determinazione e quell'incoscienza tipica di chi non ha nulla da perdere. La squadra riparte subito e incredibilmente comincia ad assumere un ruolo di marcia da primo posto, che infatti, nel giro di qualche giornata, il primo posto al Leicester lo fa guadagnare per davvero.

Ranieri. a poco a poco, si prende una straordinaria rivincita nei confronti di chi lo aveva definito un tecnico finito, un ex allenatore certamente da rispettare, ma da relegare tra gli scaffali di un museo polveroso, assolutamente incapace di fare un ultimo, spettacolare colpo di coda. Viene da due esperienze fallimentari al Monaco e alla guida della nazionale greca, da cui era stato cacciato per aver subito una sconfitta clamorosa in casa addirittura contro le isole Fær Øer, una squadra di pescatori e carpentieri. Cos’altro può dare, e soprattutto cos’altro può chiedere al calcio un allenatore così? Solo il titolo di campioni d’Inghilterra… Ma ci arriviamo.

E oltre alla sapiente guida di Claudio a fare la differenza sono, naturalmente, le prestazioni incredibili dei calciatori, di cui fino all’anno scorso nessuno conosceva nemmeno il nome. Jamie Vardy, un attaccante dal fiuto del gol e un passato da operaio, si trasforma in un bomber implacabile: alla fine del campionato avrà gonfiato la rete 24 volte. Riyad Mahrez,il funambolo algerino, incanta tifosi e avversari con le sue giocate geniali. Il suo dribbling è una poesia in movimento. N'Golo Kanté, instancabile mediano, recupera palloni su palloni come se fosse posseduto da una forza soprannaturale. Kasper Schmeichel, tra i pali, para l'impossibile con la tenacia di un leone e dimostra di non essere solo figlio del leggendario Peter, leggendario portiere danese considerato da molti il più grande numero 1 della storia della Premier.

Man mano che le giornate passano, il Leicester inizia a stupire tutti, e poi a non stupire più. Le vittorie si susseguono, i punti si accumulano e la classifica diventa un tabù da non nominare. I tifosi, increduli e commossi, si ritrovano a sognare l'impensabile.

Un'impresa storica: i vessilli blu sventolano sui cieli di Leicester

La seconda parte di stagione è un crescendo di emozioni. Il Leicester, al giro di boa, è lì sopra a pari merito con l’Arsenal, ma nonostante la pressione mediatica e gli attacchi delle big del campionato, non molla mai. Anzi, accelera: Tottenham, Manchester United, Manchester City, le contendenti per il titolo le schiaccia tutte negli scontri diretti. Solo con i Gunners cade a Londra per 2-1 con le reti di Walcott e Welbeck che rimontano quella di Vardy, ma da lì in poi le Foxes terranno i londinesi a distanza non sbagliando più un colpo. Anche gli Spurs cercano di dare filo da torcere agli uomini di Ranieri grazie ad un periodo di forma strepitoso e a un implacabile Harry Kane, ma ormai il Leicester è un treno in corsa lanciato a bomba contro l’ingiustizia.

Ogni partita diventa una battaglia epica, ogni vittoria una conferma del sogno che si sta avverando. La città di Leicester è in subbuglio, i tifosi non credono ai loro occhi. I vessilli blu, simbolo della squadra, sventolano orgogliosi sui cieli della città, testimoni di un miracolo sportivo senza precedenti.

Un inno alla speranza, una lezione di vita

Il 2 maggio 2016, con due giornate di anticipo sulla fine del campionato, il Leicester festeggia il titolo di Premier League. Quel giorno una rete di Hazard ferma il Tottenham sul campo del Chelsea e consegna così la matematica vittoria del titolo alle Volpi.

È un'impresa storica che rimarrà per sempre scolpita nella memoria del calcio. La favola di Leicester è un inno alla speranza, alla tenacia, alla forza dei sogni. Un monito a non mollare mai, a credere nell'impossibile, perché nel calcio, come nella vita, tutto è possibile. E a volte, come in quel rettangolo verde di Leicester, il Dio del calcio decide di regalarci un miracolo.

La storia del Leicester ci insegna che, con sacrificio, lavoro di squadra e un pizzico di follia, anche i sogni più audaci possono diventare realtà. E che, a volte, la magia del calcio può regalarci emozioni che vanno oltre lo sport.

Leicester, la città delle volpi, ha scritto una pagina indelebile nella storia del calcio. Una pagina che tutti noi ricorderemo per sempre, con il sorriso sulle labbra e l'incredulità negli occhi. Perché il Leicester ci ha insegnato che, anche quando tutto sembra perduto, c'è sempre una speranza. E che, a volte, in un mondo crudele che non a volte sembra non avere pietà di nessuno, il calcio rappresenta quel mondo magico in cui i miracoli possono accadere per davvero.

 

Racconto a cura di Andrea Possamai

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