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Mario Götze esulta con le braccia aperte dopo aver segnato il gol vittoria nella finale dei Mondiali 2014
29 Ottobre 2021

Mario Götze, Un provinciale campione del mondo

Il gol da leggenda al minuto 113 della finale mondiale di Rio de Janeiro contro l'Argentina, l'etichetta di Golden Boy col Borussia Dortmund e il controverso passaggio al Bayern Monaco. Poi il baratro causato dalla miopatia metabolica, il peso delle aspettative e la difficile risalita verso la serenità lontano dai riflettori fino al PSV Eindhoven. La storia di Mario Götze, il prodigio del calcio tedesco che ha toccato il tetto del mondo prima di dover lottare contro il proprio corpo per ritrovare la gioia di giocare.
Scritto da Matteo Moretto

Mario Götze, di provinciale, ha ben poco. D’altronde come può un calciatore che il 13 luglio 2014 ha segnato il gol decisivo in una finale mondiale essere considerato … provinciale?

Non può in alcun modo, oseremo dire. Ma sì. Qualcosina di provinciale ce l’ha, Mario. Provinciale nel senso marginale, ossia una persona la cui importanza è ritenuta non determinate. Già ci siamo. Perché un numero dieci come Mario Götze ha trascorso una buona fetta di carriera a non risultare determinante. Fumoso, poco incisivo, evanescente. Qualcuno ha esagerato, definendolo ‘scarparo’. Lo è stato – evanescente – ma soprattutto per colpa di una malattia.

Nel 2017 infatti, quando vestiva la maglia del Bayern, gli viene diagnosticata una miopatia metabolica ovvero un disturbo del metabolismo energetico che impedisce di bruciare correttamente i grassi, causando una mancanza di forza nei muscoli. Ahi. Guai seri. Che ovviamente lo hanno condizionato anche sul lavoro. Mario ha vissuto un momento difficile, complicato. E quell’immagine quasi iconica di lui che stoppa e tira al volo in semi-acrobazia dentro l’area di rigore dell’Argentina, in finale mondiale, quasi non se la ricordava più nessuno.

Il gol di Mario Gotze che regala alla Germania la Coppa del Mondo del 2014 contro l’Argentina di Messi

Il Golden Boy

Se dici Götze pensi a… sua moglie. La modella, cantante e showgirl Ann. Molto bella. Con cui ha avuto un figlio: Rome. Se dici Gotze e pensi al nome del figlio allora avresti potuto immaginare un Mario nella Capitale, o alla Roma o alla Lazio. E la possibilità c’è stata nell’estate 2020 quando si è trovato con un contratto in scadenza col Bayern Monaco. «C’è la Roma che ti vuole», gli era stato detto, ma alla fine non si è arrivati a nulla. Tutto fumo!

Quello che Götze non era all’inizio della sua carriera, al Borussia Dortmund. Che coppia con Marco Reus. Lui, Mario, per tutti era il Golden Boy. Un calciatore speciale con delle doti differenti, da talento vero. Poi, nel corso del tempo e dando retta a quello che ha scritto la stampa tedesca, è passato a essere un Giuda – per il suo trasferimento al Bayern Monaco, dov’è stato allenato anche da Pep Guardiola che lo utilizzava come falso nove – a eroe di Germania, poi delusione e infine bollito.

Le più belle giocate e gol di Mario Götze in Bundesliga

Nell’estate del 2016 fa ritorno al Borussia Dortmund, club in cui era cresciuto. La sua carriera, attualmente, prosegue in Olanda, al PSV. Nella ‘provincia’ del calcio, rispetto a quanto siamo abituati noi ma soprattutto lui. Golden Boy che di provinciale avrebbe avuto molto poco – giusto qualche alto e basso – se fosse stato sempre bene fisicamente.

La ritrovata gioia di giocare di Mario Götze con la maglia del PSV
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