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Un motorino lanciato dalla Curva Nord dello stadio San Siro durante Inter-Atalanta del 2001

Il lancio dello scooter a San Siro

Maggio 2001
06

C’è un’immagine che, più di ogni gol o parata, ha cristallizzato l’essenza di un calcio che oggi appare lontano anni luce: una sagoma nera che si staglia contro il cielo di San Siro prima di precipitare nel vuoto.

È il 6 maggio 2001 e si gioca Inter-Atalanta. Sul campo, Bobo Vieri è implacabile: una doppietta delle sue, condita da un assist per il Chino Recoba, chiude la pratica già nel primo tempo.

Eppure il 3-0 finale scivola presto in secondo piano, per lasciare spazio a un'immagine che avrebbe fatto il giro del mondo. Nella Curva Nord, feudo del tifo nerazzurro, appare un MBK Booster nero.

Il Booster, simbolo di una generazione di adolescenti e oggetto del desiderio nei licei dell'epoca, non si trova lì per caso: è un "trofeo di guerra" sottratto ai tifosi bergamaschi durante gli scontri avvenuti prima del match.

Quando mancano una ventina di minuti alla fine della partita, i cancelli vengono aperti per il deflusso ed è in quel momento che il motorino, spinto lungo le rampe del Meazza, fa la sua comparsa al secondo anello della Curva Nord.

Sotto gli occhi increduli di migliaia di spettatori, alcuni tifosi nerazzurri prima tentano di bruciarlo con i fumogeni, poi lo prendono a calci e infine lo lanciano oltre la balaustra mentre in curva si alza il coro: "Bergamasco contadino, non c’è più il tuo motorino".

È un volo sgangherato che sfida la logica della sicurezza: un corpo contundente che rimbalza sui gradoni, fortunatamente sgomberati poco prima, per terminare la sua corsa contro la ringhiera dell'anello inferiore dello stadio. È l’apice di una follia collettiva dove, in quel calcio di inizio millennio, lo stadio è ancora una zona franca, una terra di nessuno dove le logiche del tifo superano ogni controllo.

Di quel pomeriggio resta un’immagine sbiadita di un calcio folle accompagnato da un'anarchia totale del tifo di un'Italia che non esiste più, sospesa tra la follia e un romanticismo cupo e indimenticabile.

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