Il Novara ritorna in Serie A dopo 55 anni
Il 12 giugno 2011 è una data indelebile nel cuore dei tifosi del Novara. Dopo 55 anni di assenza gli azzurri riconquistano la Serie A. Un sogno che sembrava quasi impossibile dopo che Atalanta e Siena avevano superato nel rush finale i piemontesi. I ragazzi di Tesser, invece, stringono i denti, serrano le file e portano a termine un viaggio iniziato due anni prima in Lega Pro.
La sera della finale di ritorno dei playoff contro il Padova, allo Stadio Silvio Piola sono 11.330 gli spettatori pronti ad assistere al match.
Pronti via e la partita si mette già in discesa per i padroni di casa. Al 16’ Cesar commette fallo da ultimo uomo su Pablo Gonzalez, espulsione diretta, veneti in 10 uomini. Dalla punizione che ne consegue, Gonzalez fa partire un bolide imparabile che s’insacca sotto l’incrocio.
Nella ripresa al 70’ arriva il sigillo definitivo. Marco Rigoni, padovano di origine, scarta un avversario e calcia di destro sul secondo palo, battendo il portiere ospite Cano. Novara 2, Padova 0.
Al triplice fischio, il boato. La realtà che si confonde con il sogno. Sulle tribune del Piola, i tifosi piangono di gioia consapevoli di essere testimoni di un momento storico. Il Novara ritorna in Serie A dopo 55 anni, dopo generazioni di attese, dopo anni in cui sembrava impossibile anche solo pensarlo.
L’uomo del miracolo è Attilio Tesser. Un allenatore, reduce da quattro esoneri, che prende una squadra “nata per la salvezza” e, giornata dopo giornata, con le sue idee di calcio organizzato fatto di umiltà e coraggio mantiene la squadra compatta anche nel momento peggiore della stagione e riporta in città un profondo sentimento di orgoglio e appartenenza.
Il 12 giugno 2011 il Novara scrive una piccola, grande pagina di storia calcistica che rende immortale una squadra, un allenatore e una dirigenza di una piccola squadra di provincia tornata, anche se per una sola stagione, tra le grandi del calcio italiano.
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