Nasce la Serie A dei 3 stranieri
Il 9 ottobre 1988 inizia il 57esimo campionato di Serie A. Una massima serie che ai nastri di partenza presenta alcune importanti novità: si torna al girone a 18 squadre (non accadeva dalla stagione 1966-1967, l’ultima prima di passare al format a 16).
Ma la decisione che rivoluziona davvero il campionato è l’apertura all’arrivo di un terzo straniero in rosa.
Tutto però comincia con un gol. Non uno qualsiasi, ma quello di Pak Doo-ik, un 24enne coreano indicato dalla stampa dell'epoca come “semplice dentista”, che nel 1966 segna l’1-0 contro l’Italia ai Mondiali inglesi. Una sconfitta storica, uno scandalo che incide sul calcio italiano per ben sedici anni: la FIGC decreta il blocco totale all'arrivo di giocatori esteri in Serie A.
In pratica, gli stranieri già tesserati prima del ’66 possono restare, perché la decisione non ha effetto retroattivo, ma non ne possono arrivare di nuovi. Nel 1980 si riaprono le frontiere a un solo straniero per club e nel 1982 si passa alla possibilità di tesserarne un secondo. Ma è il 1988 il vero anno della rivoluzione: tre stranieri per squadra.
Arrivano campioni destinati a restare nella memoria collettiva: Lothar Matthäus e Andreas Brehme all’Inter, la truppa olandese composta da Ruud Gullit, Marco van Basten e Frank Rijkaard al Milan, Alemão al Napoli ad aggiungersi a Diego Armando Maradona e Careca. Poi Dunga alla Fiorentina, Rubén Sosa alla Lazio, Rudi Völler alla Roma. La lista potrebbe continuare a lungo, tra colossi indimenticabili e qualche meteora rimasta nell'ombra.
Non tutti ebbero successo, non tutti diventarono leggenda, ma quella stagione trasforma la Serie A nel palcoscenico più bello ed elitario del calcio mondiale, la vetrina assoluta dei più grandi talenti del pianeta.
Di contro, nasce il rischio di vedere i nostri migliori talenti nostrani ridursi progressivamente a spettatori. Il tempo lo avrebbe poi dimostrato in epoca moderna, tra l'assenza della Nazionale dai Mondiali dal 2018 e paradossi simbolici come quel 22 aprile 2016 in Inter-Udinese, gara in cui non figurava nessun calciatore italiano tra i 22 titolari in campo.
La nostalgia comunque resta viva nei ricordi di quei campioni degli anni ‘80 e ‘90 che hanno fatto battere il cuore dei tifosi, regalandoci quelle storie che hanno trasformato la Serie A in un sogno romantico e impossibile da dimenticare.
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