Nasce il Genoa, il club più antico d'Italia
Mentre Genova brulica di commerci all'ombra della Lanterna, in via Palestro 10 interno 4, nelle sale discrete del Consolato Britannico, si consuma un rito silenzioso destinato a fare la storia.
È la sera del 7 settembre 1893 quando un gruppo di sudditi britannici guidati dal Console Generale Sir Charles Alfred Payton e da Charles De Grave Sells, si riunisce attorno a un tavolo, impugna la penna e firma l'atto di nascita del Genoa Cricket and Athletic Club, cambiando per sempre il destino dello sport italiano.
La città ligure, rinata grazie all'apertura del Canale di Suez, attira compagnie commerciali britanniche e marinai che portano con sé non solo merci, ma anche le loro amate tradizioni. Tra queste spicca un gioco strano che si pratica con i piedi e un pallone di cuoio: il football.
Il primo teatro di queste sfide è il terreno battuto della Piazza d’Armi del Campasso, a Sampierdarena, dove il sabato pomeriggio si corre tra la polvere e i fumi delle fabbriche. È inizialmente un affare per soli inglesi, fino all'arrivo nel 1896 del medico, egittologo e sognatore: James Richardson Spensley.
Spensley apre le porte del club ai cittadini italiani nel 1897, unendo due popoli sotto una sola passione. Le prime camicie bianche e poi bianco-blu lasciano il posto, dal 1901, al leggendario rosso granata e blu notte della Union Jack, con il mitologico Grifone dorato a proteggere il petto e la città.
Nasce così, tra la salsedine del porto e la malinconia d'oltremanica, la leggenda del club più antico d'Italia, destinata a trionfare nel primo campionato italiano del 1898.
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