Il Vicenza secondo in Serie A
Provate a chiudere gli occhi e immaginare un’Italia dove il calcio è ancora il battito del cuore di un’intera città. Non è la trama di un romanzo ma la cronaca del 7 maggio 1978, il giorno in cui il Lanerossi Vicenza chiude il campionato di Serie A al secondo posto. Una neopromossa capace di firmare un’impresa che resta, ancora oggi, il miglior piazzamento di sempre per una squadra salita dalla Serie B.
Al centro di questo miracolo c’è Giovan Battista Fabbri, per tutti GB, capace di trasformare una squadra di provincia nel Real Vicenza e di cambiare il destino di un giocatore: Paolo Rossi.
Fabbri lo sposta dall’ala al centro dell’attacco, trasformando un diamante opaco nel centravanti più forte del mondo. Rossi risponde con la naturalezza dei predestinati: segna 24 gol e diventa il primo calciatore nella storia capace di vincere il titolo di capocannoniere in Serie B e in Serie A in due stagioni consecutive, n primato che lo consegna alla storia ancor prima dei trionfi mondiali.
Il Vicenza di Fabbri gioca un calcio che sembra venire dal futuro. Nell’epoca del catenaccio, i biancorossi scendono in campo con un 4-3-3 di ispirazione olandese, dove i difensori attaccano e la bellezza del gioco è l’unica regola. In porta Ernesto Galli che para senza guanti, in difesa la solidità di Carrera, in mezzo al campo la classe di Salvi e l’estro di Cerilli e sulla fascia la corsa di Filippi.
La cronaca del 7 maggio 1978 recita 2-0 per la Juventus ma la vera partita, però si gioca a Verona dove il Torino sbatte contro il muro gialloblù. Quando dalle radioline arriva la notizia dello 0-0 finale al Bentegodi, il Vicenza è ufficialmente secondo in classifica.
Al fischio finale, mentre Paolo Rossi con gli occhi lucidi resta fermo al centro del prato, l’Italia calcistica celebra il suo Real. Non è soltanto un secondo posto ma lo scudetto della bellezza e della sfrontatezza, il ricordo indelebile di un calcio dove anche alle squadre di provincia era concesso, almeno per una stagione, di toccare il cielo con un dito.
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