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La prima volta dello Scudetto sulle maglie

 

È il 7 febbraio 1920 quando Gabriele d’Annunzio, allo stadio di Cantrida di Fiume, organizza una partita di calcio tra fiumani e legionari per rinsaldare il legame tra le due fazioni in vista del combattimento bellico per riunire Fiume all’Italia.

All’ingresso in campo, però, a sorpresa i legionari indossano la classica camicia azzurra ma senza lo scudo sabaudo biancorosso sul petto sempre presente sulle divise delle nazionali italiane dell’epoca. Al suo posto, appare uno scudetto tricolore (bianco, rosso e verde) senza alcun fregio all’interno con lo scopo di rappresentare il repubblicanesimo.

L’idea è di Gabriele d’Annunzio. Solo lui poteva intuire la potenza mediatica di una scelta del genere, un vero e proprio scacco ai Savoia. A documentare l'evento c'è anche Luigi Repetto per Lo Sport Illustrato e per la cronaca la squadra di D'Annunzio perde 1-0. La partita riscuote un discreto successo che D'Annunzio, qualche mese più tardi, ne organizza un’altra. Anche questa volta, i fiumani vincono per 2-1.

Bisogna attendere 4 anni prima che la novità dello Scudetto sia deliberato dalla FIGC per farlo diventare il distintivo di cui si sarebbe forgiata la squadra vincitrice della Serie A.

Il 10 ottobre 1924 il Genoa, vincitore del campionato 1923-1924, mostra per la prima volta lo scudetto tricolore sulle proprie maglie. Nel 1931, poi, sotto la pressante discesa del Fascismo, lo scudetto di d’Annunzio fa di nuovo posto allo scudo biancorosso sabaudo con il fascio littorio al suo fianco. Soltanto alla fine della Seconda Guerra Mondiale e la proclamazione della Repubblica, lo scudetto dannunziano riappare stavolta per restare.

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