L'Udinese batte la Juventus dopo 33 anni
È il 5 novembre 1995 e lo Stadio Friuli vibra di passione: trentacinquemila spettatori assiepati sui gradoni sfidano, nonostante un sole pallido, il freddo e un tabù che dura da 33 lunghi anni. La neopromossa Udinese di Alberto Zaccheroni, ancora compatta nel suo 4-4-2 ordinato, affronta la Juventus di Marcello Lippi, dominatrice in Europa ma fragile e contratta in campionato.
La gara è una contesa vera, intensa, giocata a ritmi altissimi (anche se all'indomani Roberto Beccantini su La Stampa la bollerà come una "partita squallida") dove i friulani mettono in campo cuore, organizzazione e intelligenza tattica.
All'intervallo la Juventus perde Angelo Peruzzi per infortunio e tra i pali subentra Michelangelo Rampulla. L'Udinese non concede varchi: gioca con intelligenza feroce, corre su ogni pallone e spezza la trama dei campioni trascinata dalla regia ordinata di Desideri e dall'inesauribile dinamismo sulla fascia di Ametrano.
Poi scocca il minuto ventotto della ripresa. Dagli sviluppi di un calcio d'angolo, dentro l'area juventina si accende una mischia. Sul pallone vagante piomba come un falco Oliver Bierhoff che scaraventa la palla in rete, facendo esplodere di gioia i tifosi friulani. La Juventus invoca il fuorigioco ma la moviola nel post partita confermerà la regolarità della rete.
Finisce 1-0 per l'Udinese. Più che una semplice vittoria, è un lampo che riscrive il destino: dopo oltre tre decenni, l'Udinese spezza finalmente il digiuno di vittorie contro la Juventus lungo trentatré anni, regalando ai suoi tifosi una delle pagine più indimenticabili della storia del club.
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