La prima volta del Siena in Serie A
C’è un preciso momento in cui i sogni smettono di essere tali e si trasformano in battiti di cuore accelerati. Per Siena, questo momento arriva il 31 agosto 2003.
Il viaggio dei suoi tifosi comincia all'alba quando un fiume interminabile di pullman e auto si snoda verso Perugia, pronto a dipingere lo stadio Renato Curi con i colori bianconeri.
In panchina, Giuseppe Papadopulo osserva in silenzio la sua gente e i suoi ragazzi che si scaldano: nei suoi occhi scorre il turbinio di chi, dopo trent'anni di carriera calcistica, arpiona finalmente la Serie A. Poco più in là, il presidente Paolo De Luca si muove instancabile su e giù per il campo, dispensando incitamenti e coraggio a tutti: "Sono loro che devono avere paura di noi!".
Il fischio d’inizio apre ufficialmente una nuova pagina di storia per il Siena. Di fronte il Perugia di Serse Cosmi che aggredisce subito ma la Robur, con in campo campioni come Chiesa, Flo e Ventola, gioca a viso aperto senza timore.
Al 19' minuto, Andrea Ardito scarica in rete il pallone che vale l'eternità: è il primo, storico gol del Siena in Serie A. La gara regala altre emozioni, fino a quando Rodrigo Taddei fissa il risultato sul definitivo 2-2. Nei suoi occhi, bagnati di lacrime, c'è una dedica speciale rivolta al cielo, al fratello scomparso in un tragico incidente stradale.
Al fischio finale, i giocatori del Siena vanno sotto la curva ad applaudire e a ringraziare i propri tifosi. In mezzo, felice, c'è anche il presidente De Luca che canta a squarciagola "Nella Piazza del Campo".
Quel pomeriggio, il Siena inaugura la sua epoca d'oro. Prima del declino e del fallimento del 2014 i bianconeri collezionano ben 9 stagioni in Serie A, di cui 7 consecutive. Sono gli anni delle salvezze al con Beretta e Giampaolo della retrocessione del 2010 cancellata subito dalla promozione con Antonio Conte, fino al memorabile campionato 2011-12 in cui Giuseppe Sannino guida i toscani al record di 44 punti e alla storica semifinale di Coppa Italia.
Un'epopea che si chiude con la retrocessione del 2013 e il successivo crac societario, ma che ha lasciato intatto il ricordo di una provinciale che ha saputo farsi gigante.
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