La storica rovesciata di Francesco Moriero
Il 30 settembre 1997, allo stadio La Maladière di Neuchâtel in Svizzera, l'Inter guidata da Gigi Simoni scende in campo per il ritorno del primo turno di Coppa UEFA contro i padroni di casa del Neuchâtel Xamax. Forti del 2-0 ottenuto nella gara d'andata a San Siro, i nerazzurri giocano con la mente sgombra, lasciando libero sfogo alla qualità e all'estro dei propri interpreti.
Davanti a circa 15.000 spettatori, la gara si sblocca al minuto 26 del primo tempo grazie a una combinazione da manuale sulla corsia di destra.
Luigi Sartor scambia palla nello stretto con Maurizio Ganz e fa partire un traversone potente e alto che taglia tutta l'area di rigore superando la difesa elvetica. Dalla parte opposta, defilato sul secondo palo e leggermente fuori dallo specchio della porta, c'è Francesco Moriero.
Nel momento in cui la sfera sembra destinata a perdersi sul fondo, il numero 17 nerazzurro compie un capolavoro di atletismo e coordinazione: Moriero indietreggia rapidamente per calcolare la traiettoria del pallone, carica il salto di slancio modificando la postura del corpo in una frazione di secondo e colpisce la sfera altissima con una rovesciata pura e stilisticamente impeccabile.
Il pallone parte con una traiettoria arcuata e diabolica che si va a spegnere esattamente nell'incrocio dei pali opposto, lasciando impietrito il portiere avversario. Un gesto tecnico da applaudire a scena aperta e da mandare continuamente in loop sulle TV di tutta Italia.
A distanza di ventisette anni, quella gemma resta uno dei gol in acrobazia più iconici mai segnati nella storia europea dell'Inter, simbolo tangibile di una stagione indimenticabile culminata poi con la conquista della Coppa UEFA a Parigi.
"Quando ho visto arrivare quel pallone ho pensato solo a coordinarmi. È uscito un gol bellissimo che mi porterò sempre nel cuore."
— Francesco Moriero
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