Roberto Baggio spezza il dominio del Milan
Il 30 ottobre 1994, allo Stadio delle Alpi di Torino, va in scena la sfida valida per l’ottava giornata di Serie A tra la Juventus e il Milan. Nell’aria si respira una sensazione chiara e quasi tangibile: la partita ha tutto il sapore del definitivo passaggio di consegne tra i rossoneri, monopolizzatori assoluti del calcio italiano ed europeo nelle annate precedenti, e la nuova squadra bianconera.
Sugli spalti si stipano circa sessantamila spettatori. In tribuna d'onore, la triade juventina composta da Luciano Moggi, Roberto Bettega e Antonio Giraudo segue il match seduta a poca distanza da Adriano Galliani. Mancano invece i due patron, Gianni Agnelli e Silvio Berlusconi.
In campo, mister Marcello Lippi deve fare a meno degli infortunati Massimo Carrera, Moreno Torricelli e del giovane Alessandro Del Piero, mentre Fabio Capello deve rinunciare a colonne del calibro di Paolo Maldini e Dejan Savićević. La Juventus, tuttavia, si presenta ai nastri di partenza sfoderando dal primo minuto un tridente d'attacco atomico formato da Gianluca Vialli, Fabrizio Ravanelli e Roberto Baggio.
L'incornata del Divin Codino e l'aggancio a Platini
Il ritmo della contesa, diretta da un impeccabile Pierluigi Collina, è subito vertiginoso. I padroni di casa attaccano a pieni polmoni imponendo una manovra rapida, verticale e feroce.
Al minuto 43 la pressione della Juventus produce il suo frutto più prelibato. Angelo Di Livio scappa via sulla corsia di destra, rientra sul sinistro e pennella un traversone perfetto al centro dell'area di rigore. Roberto Baggio prende il tempo a Alessandro Costacurta con un'anticipo fulmineo e di testa infila Sebastiano Rossi per l'1-0. È un gol di capitale importanza, che rappresenta anche la marcatura numero 104 del Divin Codino in maglia bianconera, permettendogli di agganciare Michel Platini nella classifica marcartori all-time del club.
Nella ripresa il Milan tenta di riorganizzarsi e spingere alla ricerca del pareggio, ma la Juventus regge l'impatto con matura solidità. Capello gioca le carte Giovanni Stroppa e Daniele Massaro per alzare il baricentro della squadra, ma Angelo Peruzzi serra la saracinesca proteggendo una retroguardia che non concede un centimetro agli avversari.
Al fischio finale il Delle Alpi esplode in una gioia liberatoria: la Vecchia Signora è tornata al vertice. È il segnale inequivocabile che le gerarchie del nostro campionato si sono capovolte. Il Milan, che aveva dominato il mondo, inizia a cedere il passo alla Juventus di Lippi, pronta ad aprire un nuovo ed esaltante ciclo vincente.
A giugno, infatti, i bianconeri conquisteranno lo Scudetto dopo nove lunghe stagioni d'attesa, staccando di dieci punti Parma e Lazio nel primo storico campionato a tre punti per vittoria. I rossoneri, di contro, vivranno un'annata in chiaroscuro, chiudendo al quarto posto in Serie A e incassando una cocente sconfitta nella finale di Champions League contro l'Ajax.
Segui @tacchettidiprovincia