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Andriy Shevchenko festeggia con le braccia al cielo la tripletta messa a segno all'Olimpico contro la Lazio

La tripletta di Shevchenko in Lazio-Milan 4-4

Ottobre 1999
03

Ci sono partite che rimangono scolpite nella memoria collettiva degli appassionati, prescindendo dal risultato finale. Lazio-Milan 4-4 del 3 ottobre 1999 è il manifesto del calcio italiano a cavallo del millennio: qualità tecnica stellare, ritmi forsennati e campioni leggendari su entrambi i fronti.

Quinta giornata di Serie A: da una parte la Lazio di Sergio Cragnotti, costruita per vincere tutto con talenti del calibro di Nesta, Mihajlović, Veron e Salas; dall'altra il Milan campione d'Italia guidato in attacco da George Weah e dal nuovo acquisto ventitrenne arrivato dalla Dinamo Kiev, Andriy Shevchenko.

L'avvio della formazione di Sven-Göran Eriksson è devastante. In appena 38 minuti la Lazio si porta sul 3-1 grazie alla perla di Juan Sebastián Verón, alla punizione/autorete di Sinisa Mihajlović e alla stoccata di Marcelo Salas (inframezzate dal temporaneo pareggio rossonero scaturito proprio da un'autorete del difensore serbo).

Sul 3-1 la gara sembra incanalata, ma al 43' minuto si accende la stella di Shevchenko: un destro violento sotto la traversa batterà Marchegiani per il 3-2, riaprendo i giochi prima del riposo.

Nella ripresa l'attaccante ucraino prende letteralmente per mano il Milan:

  1. Il pareggio dal dischetto (55'): Spiazza Marchegiani dagli undici metri realizzando la rete del 3-3 con una freddezza glaciale.
  2. Il sorpasso (68'): Sfrutta al meglio un'imbeccata geniale di George Weah per siglare la personale tripletta e completare la momentanea rimonta sul 3-4.

La Lazio, ferita nell'orgoglio davanti al proprio pubblico, trova la forza di reagire immediatamente: al 72' è ancora il "Matador" Marcelo Salas ad agganciare la palla del definitivo 4-4, ponendo il sigillo su una delle pagine più poetiche e memorabili della nostra Serie A.

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