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Anna De Toni dirige una gara durante la sua carriera arbitrale

Anna De Toni, la prima arbitro donna tra i professionisti

Settembre 2005
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Il 25 settembre 2005 a Bolzano va in scena un incontro valido per la 5ª giornata del girone A di Serie C2 tra i padroni di casa del Südtirol e il Lecco. Sulla carta si tratta di una normale sfida di inizio autunno, ma tutti i riflettori sono puntati sullo Stadio intitolato a Nerone Claudio Druso.

In quel pomeriggio, Anna De Toni, 29 anni, della sezione AIA di Schio (la stessa di Daniele Orsato) e medico ginecologo di professione, diventa la prima donna in Italia a dirigere un incontro di calcio maschile professionistico.

Il debutto della De Toni dimostra fin dai primi minuti una personalità fuori dal comune:

  • Controllo della gara: Gestisce i ritmi con sicurezza senza lasciarsi condizionare dalla pressione mediatica.
  • Nessun timore reverenziale: Sorvola con autorevolezza su un episodio da rigore protestato dai padroni di casa.
  • Polso fermo: Estrae immediatamente un cartellino rosso diretto all'indirizzo del lecchese Bonacina per una brutta entrata a gioco fermo.

L'ottimo esordio a Bolzano fa da volano per una carriera in costante crescita: nella stessa stagione 2005-2006 ottiene il passaggio e l'esordio in Serie C1.

Nel 2007 conquista il titolo di arbitro internazionale FIFA e diventa la prima donna a ricoprire il ruolo di quarto ufficiale nel campionato di Serie A. Una svolta fondamentale per l'intero movimento arbitrale italiano.

L'ottimo esordio a Bolzano fa da volano per una carriera in costante crescita: nella stessa stagione 2005-2006 ottiene il passaggio e l'esordio in Serie C1.

Nel 2007 conquista il titolo di arbitro internazionale FIFA e diventa la prima donna a ricoprire il ruolo di quarto ufficiale nel campionato di Serie A. Una svolta fondamentale per l'intero movimento arbitrale italiano. "Ero concentrata unicamente sulla gara e sui 22 giocatori in campo. Mi sono resa conto solo a posteriori di essere stata protagonista di un evento davvero particolare per la storia del calcio italiano." 

Una volta appeso il fischietto al chiodo, la De Toni non ha mai abbandonato la sua passione, mettendo la propria esperienza al servizio del Settore Tecnico dell'AIA e ricoprendo il prestigioso incarico di osservatore UEFA per il calcio femminile, continuando a formare e valutare le future leve del fischietto europeo.

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